innovazione

Cercasi partner industriale: Bari ospita le start up

di Vincenzo Rutigliano


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2' di lettura

Quasi un orologio, da tenere al polso, non per misurare il tempo, ma per migliorare il comfort termico, riscaldando o raffreddando il corpo in soli 5 minuti, o una stampante 3D che non utilizza cinghie in gomma, ma ingranaggi in acciaio temperato e stampa in materiali compositi caricati in fibre di carbonio e plastiche ad altissima temperatura. Cosa hanno in comune il braccialetto TermoTag e la stampante Argo500 proposta da Roboze?

Cercano partner industriali, cercano capitali per finanziarsi, cercano anche nuovi soci e nuovi mercati esteri, magari restando a “casa propria”. Che è esattamente quello che ha fatto l'Ice, l'agenzia governativa per la promozione delle imprese italiane all'estero, che per 2 giorni, a Bari, ha selezionato decine e decine di start up ed imprese innovative e le ha coinvolte nella Biat-Borsa dell'innovazione e dell'alta tecnologia, l'evento principale del nuovo Piano Export Sud (Pes2), finanziato con 56,5 milioni di euro per attività da svolgere nel periodo luglio 2017/maggio 2021, grazie ai fondi Ue del Pon Imprese e Competività 2014/2020.

Per 2 giorni – 11 e 12 aprile - i due soci abruzzesi, Antonio Sese e Luca Amicone, di TermoTag (il braccialetto-prototipo, è stato brevettato a novembre 2018 e ora si cerca il partner industriale) ed il 28enne barese Alessio Lorusso fondatore di Roboze( nella sua spa da dicembre scorso è entrata anche IntesaSanpaolo) hanno illustrato a “casa propria” senza spostarsi all'estero dunque, e con loro anche altri altri 78 titolari di imprese innovative del Sud, la loro business idea e chiesto partnership industriali o fatto fund raising per materializzarla in prodotti e servizi ed immetterla sul mercato. Con questa formula nuova di incontro tra domanda ed offerta di idee, progetti, prodotti e servizi la Biat ha coinvolto, in 5 anni, 505 operatori esteri di 28 paesi che hanno esaminato 666 progetti italiani tutti provenienti dalle 8 regioni meridionali coinvolte nel PES 2 ed illustrati nel corso di quasi 5700 incontri one-to one.

Nella edizione barese l'Ice-soggetto attuattore per il Mise del Piano Export Sud- ha selezionato, ad hoc, nella sua rete di uffici all'estero - 106 progetti provenienti da settori specifici (40 per l'Ict, 20 per bio&healthtech, 11 per l'economia circolare, 10 per le energie rinnovabili, 8 per le smartcities, 6 per l'aerospazio e 11 per le nanotecnolgie) e su tutti, nel corso di quasi 900 incontri, è stato sollecitato l'interesse dei 90 tra investitori, grandi imprese e fondi di venture capital, di 20 paesi esteri presenti nella città pugliese, settima in Italia per numero di start up ospitate,193. Dunque vi è stata un'attività di matchmaking concentrata nel tempo, che ha messo in vetrina il sistema di valore delle start up, delle Pmi innovative, delle università e dei parchi tecnologici delle 8 regioni meridionali (dove risiede il 25% delle start up italiane contro il 54% del nord) ed avviarle, “come è già avvenuto nelle precedenti edizioni -spiega Ines Aronadio, direttore dell'ufficio Ice di coordinamento per la promozione del made in Italy- a partnership scientifiche, di commercializzazione di prodotti e servizi e di investimenti nel capitale sociale”. Nel 2020 la Biat si terrà a Palermo.

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