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CerMed corre ai ripari e avvia la sostituzione del Gpl con l’idrogeno

di Davide Madeddu

2' di lettura

L’idrogeno per risolvere la questione dei costi energetici troppo alti. E un piano che mette assieme filiera corta ed energia green. Con un pacchetto di investimenti che vale 15 milioni.

La sfida è di Ceramica Mediterranea, azienda con sede a Guspini nel Medio Campidano, fondata nel 1993 con la legge sulle riconversioni minerarie e ora, dopo la privatizzazione, guidata dall’imprenditore Bernhard Mazohl. L’azienda punta a raddoppiare la produzione nell’arco di due anni e mezzo e intanto ha avviato un programma in cui l’efficientamento si sposa con la decarbonizzazione: attualmente dai forni dello stabilimento escono circa 5,5 milioni di metri quadrati di ceramiche. «Abbiamo programmato l’installazione sul tetto di un impianto fotovoltaico da 2,6 megawatt – dice Mazohl – con cui riusciremo a coprire il 30% del fabbisogno energetico». Il programma di interventi, per l'azienda che in Sardegna vende solo il 10% della produzione, prevede l’ammodernamento degli impianti e si prevede anche una crescita dell'attività, una riduzione di costi e risparmio di acqua ed energia. Il tutto, utilizzando la filiera corta: la materia prima impiegata per le produzioni arriva dalle cave dell’isola. «Pesano gli aumenti – dice –: chi prima si riforniva dal Donbass ora viene in Sardegna e questo ha comportato qualche aumento». Nei piani dell’azienda, che conta 110 dipendenti, anche la svolta energetica con un’attenzione particolare all’idrogeno. La Cermed ha siglato un protocollo d’intesa con cui si dà il via a un progetto che prevede il bando al carbone dall’avvio della produzione alla fase di cottura, dall’approvvigionamento energetico alla progressiva sostituzione di fonti non rinnovabili e la riconversione sostenibile dell’impianto di Guspini. Obiettivo: sostituire con idrogeno verde il 100% del Gpl attualmente utilizzato in una delle tre linee di cottura della ceramica. La collaborazione prevede lo sviluppo in tre ambiti: valutazione del processo produttivo con un’attenzione alle applicazioni di idrogeno verde per i sottoprocessi ad alta temperatura; produzione e stoccaggio di idrogeno verde in sito per alimentare il processo produttivo; valutazione di ulteriori interventi in tema di elettrificazione, efficientamento energetico. «Con il primo intervento dovremmo far crescere la produzione di circa 3 milioni di metri quadrati l’anno – aggiunge il manager –. Con l’avvio del progetto idrogeno si stima una produzione di 10 milioni di metri quadrati nel 2025».

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