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Cersaie rinviato a novembre: il mondo della ceramica non rinuncia alla sua fiera

Slittamento in avanti di 42 giorni per la manifestazione, motivata dalla necessità di assicurare la sicurezza di espositori e visitatori, imparando a convivere con l’emergenza Covid

di Giovanna Mancini

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(IMAGOECONOMICA)

Slittamento in avanti di 42 giorni per la manifestazione, motivata dalla necessità di assicurare la sicurezza di espositori e visitatori, imparando a convivere con l’emergenza Covid


2' di lettura

Il mondo della ceramica italiana resiste attorno alla sua fiera di riferimento – il Cersaie – che ha comunicato lo slittamento di 42 giorni delle date, confermando però la volontà di esserci quest’anno e di proporsi, dal 9 al 13 novembre nel quartiere fieristico di Bologna, come un appuntamento di rilancio dell’economia italiana fortemente provata dall’emergenza Covid-19.

La decisione di spostare in avanti la manifestazione – che oltre ai produttori di piastrelle in ceramica (un settore che in Italia vale 5,4 miliardi) vede coinvolti anche i settori dell’arredobagno, dell’architettura e del design – è stata determinata dalla necessità di garantire tutte le misure di sicurezza a espositori e visitatori, spiega il direttore generale di BolognaFiere, Antonio Bruzzone.

Convivenza necessaria
«La necessità di convivere, nel prossimo futuro, con Covid-19 richiede la definizione di protocolli di standard europeo – ha detto Bruzzone –, per consentire a espositori e visitatori di frequentare in sicurezza la manifestazione durante tutti i momenti della trasferta a Bologna. Stiamo lavorando a questo importante obiettivo a livello associativo nazionale ed europeo, con le istituzioni e le associazioni di categoria coinvolte, per essere accanto alle imprese nel rilancio dell’economia e a supporto della competitività delle nostre filiere industriali».

Rimandare ma non cancellare, come invece è accaduto per altri importanti appuntamenti espositivi in Italia e nel mondo in programma nei primi mesi dell’anno.
C’era bisogno di più tempo per completare i lavori di un nuovo padiglione – anche questo strategico per consentire un migliore afflusso di espositori e visitatori al Cersaie – e per adeguarsi alle normative di igiene e sicurezza sanitaria.

Manifestazione di riferimento
Ma il mondo della ceramica non vuole rinunciare a un momento così importante ormai non soltanto per i produttori di piastrelle, ma per l’intera filiera delle costruzioni e del progetto a cui Cersaie si rivolge, anche con il nuovo padiglione Contract Hall, dove saranno ospitati 12 studi di architettura e una trentina di aziende di diverse categorie merceologiche legate al mondo contract (cucine, outdoor, illuminotecnica, wellness, domotica ecc).

A maggior ragione in un momento in cui la ceramica – come materiale – può giocare un ruolo etsremamente rilevante: «Abbiamo dato a questa edizione il titolo “La salubrità della ceramica per ripensare l’abitare e l’architettura” – spiega infatti Giovanni Savorani, presidente di Confindustria Ceramica, che organizza la fiera –. Vogliamo dare vita
al primo evento di settore a livello internazionale per ripensare, imparando dall’emergenza, il mondo dell’architettura e dell’abitare, coniugando salubrità e bellezza. Questo nel quadro di un necessario sforzo complessivo del nostro Paese, per comunicare al più presto l’immagine di un’Italia Sicura, necessaria per far ripartire il nostro made in Italy».

Riproduzione riservata ©
  • Giovanna ManciniRedattore ordinario

    Luogo: Milano

    Lingue parlate: Italiano, inglese, tedesco

    Argomenti: Industria del design e arredo, made in Italy, cronaca di Milano, consumi, industria del commercio, e-commerce

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