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Certificazione e bilancio di genere leva di sviluppo per le imprese

La tavola rotonda organizzata da Comin & Partners e Obiettivo Cinque, inserita da Asvis all'interno delle celebrazioni per il Festival dello Sviluppo Sostenibile 2022

Bonetti: “A luglio al via certificazione di parità di genere, darà benefici fiscali alle imprese”

2' di lettura

Secondo la EIGE, European Institute for Gender Equality, l'Italia si colloca al 14° posto tra i 27 paesi dell'Unione Europea in tema di parità di genere con un punteggio pari a 63,8 su 100 dell’indice sull'uguaglianza di genere. Nonostante un lieve miglioramento, l’Italia resta ancora nelle retrovie tra le principali economie europee. Per accelerare questo processo è necessario misurare l'impatto delle aziende sui criteri ESG (environmental, social and governance) e adottare modelli virtuosi in grado di abbattere gli stereotipi di genere e eliminare il gender gap.

È quanto emerge da “Sulla strada della certificazione di genere. Piano strategico e bilancio di genere”, la tavola rotonda organizzata da Comin & Partners e Obiettivo Cinque, inserita da Asvis all'interno delle celebrazioni per il Festival dello Sviluppo Sostenibile 2022, che si è tenuta questa mattina presso la sede di Roma di Comin & Partners.

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Parità di genere e Pnrr

«Il raggiungimento dell’uguaglianza di genere e dell’emancipazione di tutte le donne rappresenta uno dei 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell'Agenda 2030 che gli Stati dell'ONU si sono impegnati a raggiungere. La parità di genere e il superamento delle disuguaglianze in materia di “diversity & inclusion” sono ribadite anche nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, e rappresentano delle sfide sociali oramai imprescindibili per Istituzioni e organizzazioni complesse. La tavola rotonda di oggi si propone di riunire esperienza e punti di vista a confronto, per la diffusione di una generale cultura dell'inclusività» ha dichiarato Elena Di Giovanni, Vicepresidente e Co-fondatrice di Comin & Partners.

Una società più inclusiva

«Le aziende sono sempre più impegnate a generare “impatto” sociale e a misurare il loro impegno tramite il Bilancio di Genere e la certificazione di parità. Questi strumenti analizzano l'impatto delle organizzazioni complesse in termini di inclusione e certificano i valori etici che guidano le loro azioni. Una spinta per una società sempre più inclusiva e sostenibile», ha dichiarato Fulvia Astolfi, Fondatrice di Obiettivo Cinque. All'evento hanno preso parte Elena Di Giovanni, Vice Presidente e Co-Fondatrice Comin & Partners, Fulvia Astolfi, Fondatrice Obiettivo Cinque, Silvia Ciucciovino, Presidente Commissione di Certificazione Università di Roma Tre, Livia Schiavi, Compliance Specialist Bureau Veritas e Lavinia Lenti, Direttrice Risorse Umane SACE, portando ciascuno il proprio know how di esperienze e competenze in materia.

La tavola rotonda segna l'inizio di un percorso volto a promuovere, con cadenza periodica, comportamenti e best practice inclusive per il mondo imprenditoriale e la società civile. Allo studio nuovi strumenti per sottolineare il ruolo del bilancio di genere quale leva per lo sviluppo economico e sociale del Sistema Paese.

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