L'azienda in provincia di bologna

Cesare Ragazzi cresce al Sud: nel 2021 due nuovi centri in Sicilia

Ogni sede dell'impresa attiva nella cura dei capelli avrà tra i 6 e i 14 addetti

di Andrea Marini

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Non solo protesi. Cesare Ragazzi storica azienda che si occupa della cura del cuoio capelluto

Ogni sede dell'impresa attiva nella cura dei capelli avrà tra i 6 e i 14 addetti


3' di lettura

La crisi del coronavirus non ferma il consolidamento al Sud di Cesare Ragazzi Laboratories. L’azienda di Zola Predosa (in provincia di Bologna) – attiva nella cura del cuoio capelluto attraverso la produzione di protesi e linee di shampoo, balsami e creme – punta ad aprire nel 2021 due nuovi centri in Sicilia, uno a Catania e uno a Palermo. Una mossa che segue la recente acquisizione sotto la gestione diretta delle sedi campane di Napoli, Salerno e Avellino. E se nell’ultimo anno il 22% del fatturato italiano è venuto dalla regioni meridionali, nel giro di 3-5 anni si punta a far salire questa quota al 40 per cento. «Si tratta di un mercato nuovo che ci interessa – spiega Stefano Ospitali, amministratore delegato Cesare Ragazzi Laboratories – anche perché nel Mezzogiorno c’è una particolare attenzione alla cura della persona».

Cesare Ragazzi Laboratories è nata come un piccolo laboratorio di ricerca dove nel 1968 è stato ideato il metodo di infoltimento non chirurgico CRL (Metodo CRL), con l’obiettivo di rispondere al problema della calvizie. Da allora l’azienda è andata sempre crescendo, fino ad arrivare a 87 dipendenti diretti e 11 milioni di fatturato annuo.

L’azienda è arrivata ad avere 28 centri su tutto il territorio nazionale, di cui sette (Bologna, Modena, Piacenza, Milano, Napoli, Salerno e Avellino) a gestione diretta. Dal 2011 è iniziata l’espansione all’estero, attraverso licenziatari o centri di rinfoltimento che distribuiscono i prodotti. L’azienda è presente praticamente in tutto il mondo: è approdata negli Stati Uniti (in oltre 30 città), in Australia, nelle Bermuda, in Brasile, Bulgaria, Canada, Colombia, Emirati Arabi Uniti, Francia, Giordania, Grecia, Guatemala, India, Irlanda, Messico, nei Paesi Bassi, in Malesia, Polonia, nel Regno Unito, nella Repubblica Dominicana, in Spagna, Svizzera, Turchia, Ucraina, Ungheria. Ormai l’attività estera è arrivata a coprire il 50% del fatturato.

In Italia fino a poco tempo fa il grosso del business era concentrato tra Emilia-Romagna, Lombardia e Veneto. Ma nell’ultimo periodo c’è stata una forte crescita della domanda del Centro-Sud.

Proprio questo ha portato l’azienda a scommettere anche su questa parte dell'Italia, concentrando in questa zona il 30% dei centri. Ne sono stati costituiti a Roma, Pescara, Bari, Lecce, Foggia, Cosenza, Potenza, Avellino, Napoli e Salerno.

Nell’ultimo anno il 22% del fatturato Italia è arrivato dalle regioni meridionali ed è proprio nell'ultimo anno che l’azienda ha acquisito la gestione diretta dei centri campani (Napoli, Salerno e Avellino). Ora si programma di aprire due nuovi centri entro il 2021 in Sicilia, a Palermo e Catania. «La crisi dovuta al coronavirus – racconta Ospitali – ci ha un po’ rallentati. Stiamo ancora valutando la strategia migliore, se acquisire una realtà gia esistente, trovare un partner distributore o entrare con una gestione diretta. In media ogni nostro centro ha un minimo di 6 addetti e un massimo di 14».

Il coronavirus ha comunque fatto sentire il suo impatto anche alla Cesare Ragazzi Laboratories «C’è stato un calo di fatturato nella gestione dei servizi – sottolinea l’amministratore delegato – dovuto alle restrizioni. Ma la parte relativa alle protesi e agli infoltimenti ha continuato a lavorare. Contiamo di chiudere il 2020 con un calo di fatturato contenuto tra il 5 e il 7 per cento. L’obiettivo è recuperare nella ultima parte dell’anno. Ma tutto dipende – conclude – dall’eventuale riduzione delle restrizioni all’estero».

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