Decreto sostegni

Cessione crediti, scatta la stretta. Allarme di banche e costruttori

Sotto accusa la norma del decreto Sostegni ter che prevede il divieto di cessione multipla dei crediti fiscali legati ai bonus edilizi. Rischio blocco

di Laura Serafini

Tutti i bonus della manovra

2' di lettura

La norma del decreto Sostegni ter che prevede il divieto di cessione multipla dei crediti fiscali legati ai bonus edilizi è stata pubblicata senza alcuna modifica lasciando di sasso imprese, banche e grandi aziende pubbliche e private attive nel settore. Tutti si aspettavano correttivi – e qualche modo segnali in questo senso erano stati fatti trapelare – per l’effetto devastante che quel blocco improvviso può avere sull'intero comparto. Le reazioni non si sono fatte attendere. Una risposta immediata su un provvedimento ancora non convertito in legge è abbastanza inusuale per la paludata Associazione bancaria, che venerdì mattina si è mossa per prima.

Il direttore generale Giovanni Sabatini ha espresso «rammarico per il mancato accoglimento delle istanze provenienti dai mondi delle imprese e delle banche affinché la misura dell’anticipazione del superbonus possa continuare ad esplicitare i suoi effetti positivi sull’economia, nel pieno rispetto della legalità. I forti vincoli introdotti dal decreto Sostegni ter, anche con effetti sostanzialmente retroattivi, creano incertezza anche sui contratti già stipulati. Il contrasto alla illegalità ha un presidio fondamentale nelle banche che devono operare sempre nel rispetto di stringenti normative, ne sono la prova le decine di migliaia di segnalazioni annue di operazioni sospette».

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L’allusione all’incertezza dei contratti già stipulati evidenzia il fatto che non basta prevedere un periodo transitorio per rivendere quanto già acquistato (peraltro è stato concesso un periodo ridicolo di 10 giorni, rigettando ogni richiesta di prolungare quella finestra). La norma rischia di mettere in discussione le operazioni già fatte aprendo contenziosi. E ancora: il riferimento agli “effetti retroattivi” evidenzia i forti dubbi sulla legittimità costituzionale di una legge che va a modificare rapporti e impegni contrattuali già assunti.

Anche l’associazione degli imprenditori edili non ha potuto nascondero lo stupore. «Spiace vedere che all’interno di un decreto che si chiama “sostegni” è stato inserito un provvedimento che di sostegno non ha proprio nulla sia per le imprese che per i cittadini - ha commentato Gabriele Buia, presidente dell’Ance -. Nonostante le proteste di gran parte del mondo economico e le proposte sul tavolo di soluzioni alternative che noi per primi abbiamo suggerito, il governo ha deciso di non ascoltare nessuno, mettendo così di fatto un’ipoteca sui cantieri del Superbonus». Buia ha definito la norma incomprensibile. « Facciamo appello al Parlamento perché corregga al più presto questa stortura», ha detto. Anche dal Parlamento si sono levate le protesta.

«Siamo stupiti e delusi dal governo che ha pubblicato il decreto Sostegni ter con la norma che stoppa la cessione del credito – ha dichiarato Marina Nardi, presidente della commissione Attività produttive della Camera –Purtroppo stavolta l’esecutivo Draghi si dimostra sordo alle richieste che non sono solo della commissione che presiedo ma di tante famiglie e di tante imprese italiane».

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