via libera dalla corte di giustizia

Ceta, procedura di risoluzione controversie compatibile con il diritto Ue

dal nostro corrispondente Beda Romano


Agroalimentare italiano, le garanzie del Ceta

2' di lettura

BRUXELLES - Alla vigilia delle trattative tra Stati Uniti e Unione europea su un atteso accordo di libero scambio in campo industriale, la Corte europea di Giustizia ha ritenuto oggi che il sistema giudiziario nel campo degli investimenti, adottato dall'intesa commerciale negoziata a suo tempo tra Bruxelles e Ottawa (il Ceta), è legittimo, in linea con i Trattati. La decisione ha provocato il vivo apprezzamento della Commissione europea che era stata criticata da alcuni paesi.

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«La procedura di risoluzione delle controversie (…) è compatibile con il diritto dell'Unione», si legge nell'opinione pubblicata martedì 30 aprile. Il Belgio aveva chiesto alla magistratura comunitaria di esprimersi sulla creazione di un tribunale permanente di magistrati di nomina pubblica chiamato a giudicare le controversie che coinvolgono aziende e Stati, come previsto dal Ceta, in sostituzione di un meccanismo arbitrale noto con l’acronimo Isds che si basa principalmente su giudici di nomina privata.

Il Belgio, che prima di approvare il Ceta aveva ottenuto assicurazioni dell'ultimo minuto su questo e altri fronti, aveva chiesto alla Corte se il nuovo iter giudiziario sarebbe stato compatibile con il ruolo della stessa magistratura comunitaria. Nella sua opinione di oggi, quest'ultima ha dato il suo benestare, ritenendo che “la competenza esclusiva della Corte a statuire sulla ripartizione delle competenze tra l'Unione e i suoi Stati membri” venga “preservata”.

Da Bruxelles, la commissaria al commercio Cecilia Malmström ha spiegato che «l'opinione della Corte conferma come i cittadini europei possano avere fiducia sul nuovo approccio della Commissione europea in campo commerciale». Da Namur, Paul Magnette, il presidente socialista della regione belga della Vallonia che nel 2016-2017 aveva dato battaglia contro il CETA, ha reagito invece criticamente: «Anche se è legale», il meccanismo «rimane politicamente inaccettabile».

Per ora il Ceta è ancora in vigore in via provvisoria, in attesa della ratifica di tutti i Ventotto. Lo stesso meccanismo di soluzione delle controversie è stato utilizzato nell'accordo con il Vietnam. Il Giappone invece tentenna. La presa di posizione della Corte giunge mentre Bruxelles si appresta a negoziare con Washington un accordo di libero scambio in campo industriale. Sul negoziato, hanno dato di recente il loro benestare i Ventotto.

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