nuovi vertici per il sindacato

Cgil verso l’accordo: Landini segretario generale, Colla vice


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Maurizio Landini sarà il successore di Susanna Camusso alla guida della Cgil (Ansa)

2' di lettura

La Cgil è ad un passo dall’accordo per il nuovo vertice, con l’ex numero uno della Fiom Maurizio Landini segretario generale e Vincenzo Colla (ex Cgil Emilia) vice. Al centro dell'accordo anche la composizione dell'intera segreteria confederale. Stamattina si riunisce la commissione elettorale, nell’ambito del 18esimo congresso nazionale del sindacato a Bari, che giovedì prossimo porterà appunto all’elezione del suo nuovo segretario generale, successore di Susanna Camusso. Nella proposta su cui si sta chiudendo l'accordo è previsto anche l’ingresso di un secondo vice segretario generale. L’ipotesi è sul nome di Gianna Fracassi. Nel suo discorso, ieri Camusso ha lanciato un appello a Cisl e Uil per «un sindacato confederale davvero unitario».

Mattarella: diritti dei lavoratori, sindacato protagonista
Landini è stato proposto dalla stessa Camusso con il sostegno della maggioranza della segreteria confederale, e l’ex numero uno della Cgil Emilia
Romagna, Colla, è in campo con la sua disponibilità a candidarsi, sostenuta tra gli altri dai pensionati dello Spi. Al congresso di Bari non partecipa alcun esponente del governo giallo-verde («Si sottrae, coerente rispetto alla scelta di negare una funzione di rappresentanza e di dialogo con le parti sociali», attacca Camusso).

Mentre arriva il messaggio del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella: «Nella storia repubblicana - scrive il capo dello Stato - il sindacato è stato protagonista nel promuovere e accompagnare la crescita economica e dei diritti dei lavoratori, con piena responsabilità nazionale anche in momenti molto difficili, sapendo unire il mondo del lavoro al di là degli stessi interessi contingenti».

L’appello di Camusso: cercare l’unità
La Cgil, ha detto Camusso, «ha svolto un congresso unitario, per questo appare ai più incomprensibile perché ora maturi il dividerci a posteriori. Rischiamo che, per dare senso alla duplicazione dei candidati a segretario generale, si dichiarino differenze politiche che non abbiamo visto in nessuno dei nostri congressi». «Penso che la Cgil non se lo meriti», ha detto ancora, «mentre attendiamo delle risposte non rinunciamo ad una idea unitaria della Cgil e del suo gruppo dirigente».

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