vini d’eccellenza

Champagne Ruinart (Lvmh) si allea in Italia con la pizza gourmet

Pandenus il laboratorio della strategia con il luxury street food

di Vincenzo Chierchia

2' di lettura

Ruinart è la più antica Maison de champagne e nel 2029 si appresta a celebrare i 300 anni. Come si legge in una nota il monaco benedettino Dom Thierry Ruinart, originario della regione della Champagne, fu il primo ad essere convinto che il vin de bulles fosse destinato a un grande futuro e, sulla base di questa motivazione, convinse il nipote Nicolas a fondare la Maison nel 1729. Il vitigno Chardonnay è l'anima - non esclusiva - della Maison Ruinart, il filo conduttore di tutti gli assemblaggi, vivace e luminoso, le sue uve, provenienti soprattutto dalla Côte des Blancs e dalla Montagne de Reims, sono il fulcro di tutte le Cuvée Ruinart.

La Maison fa oggi parte del colosso del lusso Lvmh - nell’ambito della divisione Moet Hennessy - guidato da Bernard Arnault. Interessante l’esperimento di coniugare Champagne («R» de Ruinart e Rosé ) con la pizza gourmet, in Italia, parte di un progetto di sinergfia con il luxury (starred) street food sviluppato anche a livello internazionale.

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Milano è la città laboratorio e l’iniziativa viene sviluppata con Pandenus che, in generale, si avvale anche della partnership con lo chef stellato Enrico Bartolini.

«R» è quello che contiene la maggior proporzione di Pinot noir di tutta la gamma Ruinart assieme al Rosé: 49% di Pinot noir, 40% Chardonnay e 11% Pinot Meunier. Ruinart Rosé è frutto del matrimonio tra lo Chardonnay della Côte de blancs (45%) e il Pinot noir della Montagne de Reims e della Valle della Marne (55%).

Importante anche l’impegno per l’arte. Presente in tutte le fiere internazionali più prestigiose, come Art Basel Miami, Art Basel, Fiac, Miart Milano, Biennale Venezia, e tante altre tra Europa, Usa, Cina, Giappone e Russia. Ogni anno Ruinart collabora con un artista diverso il quale, ispirandosi alla Maison, crea un coffret in edizione limitata e masterpiece unici, che restano nel patrimonio storico della Maison. Da Patricia Urquiola a Maarten Baas, da Hervé van Der Straeten a Piet Hein Eek all'artista e scenografo francese Hubert le Gall. Per la Maison questo legame con l’arte è nato nel 1895, quando André Ruinart commissionò all'artista ceco, Alfons Mucha, per creare un manifesto pubblicitario.

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