Sport

Champions League, VAR: la UEFA apre alla tecnologia

a cura di Datasport

1' di lettura

Tanto tuonò che piovve. Dopo gli errori macroscopici che hanno caratterizzato le gare di semifinale di Champions League la UEFA sta riconsiderando le proprie decisioni sulla VAR. Non più tardi di una mese fa il numero 1 del calcio continentale, Alexander Ceferin, aveva opposto un netto "no" a chi chiedeva l'introduzione dell'aiuto tecnologico nella massima competizione europea, sostenendo che sollevava ancora troppi dubbi. Ora però il numero di federazioni che la chiede è cresciuto ed ha alzato la voce. In principio fu Agnelli, presidente della Juventus, ad invocarla nel rovente post gara contro il Real Madrid ma ora anche la Germania, la Francia e la Spagna, soprattutto la parte catalana si sono unite al coro degli scontenti. Ceferin non è rimasto insensibile alle richieste e già dall'anno prossimo qualcosa potrebbe cambiare.   La soluzione sarebbe però un compromesso. La VAR potrebbe essere introdotta a partire dall'anno prossimo ma solo dalle gare ad eliminazione diretta. Questa scelta deriva dal fatto che la Champions attuale è una competizione diventata molto lunga; tra preliminari, gironi, e fase finale si gioca da luglio a maggio e il tempo per addestrare gli arbitri delle federazioni più piccole sarebbe troppo poco. Inoltre i costi non sono esigui e per coprire ogni stadio serve comunque un esborso notevole, che unito ai problemi logistici renderebbe l'impresa a breve termine praticamente irrealizzabile.

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