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Charity Wall, le aziende scelgono blockchain per donare alle non profit

La startup genovese lancia un marketplace per favorire incontro domanda e offerta e apre alla possibilità di donare anche in criprovalute

di Alessia Maccaferri


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3' di lettura

Un marketplace per facilitare l’incontro tra aziende e non profit, nuovi clienti, partnership per ricevere donazioni in criptovaluta. La startup innovata Charity Wall, che traccia e certifica tramite blockchain l’utilizzo delle donazioni, comincia a strutturarsi e debutta sul panorama internazionale: si presenterà insieme ad altre 20 startup selezionate tra 1.000 al Blockland Solutions di Cleveland.

«In un primo momento ci siamo focalizzati sul terzo settore - spiega Luca Busolli, ceo di Charity Wall -. Poi abbiamo compreso che le non profit non sentivano il bisogno di accogliere questa innovazione. Ora siamo concentrati sulle aziende”. Charity Wall consente infatti di tracciare tutta la documentazione relativa ai progetti, le fatture, lo stato di avanzamento, i documenti di ringraziamento, tutto ciò che certifica come è stato speso il denaro.

“Abbiamo valori e obiettivi simili - spiega Fausto Lisanti, responsabile marketing di Atrom Network Switzterland che sta per aprire una sede anche in Italia - per questo abbiamo deciso di stringere una partnership. La società fintech, operativa nella blockchain con vari servizi dalla messaggistica alla prenotazione del volo, devolve il 10% delle commissioni sulle transazioni a Chain of Love, progetto realizzato dall’associazione svizzera Operation Rescue. In particolare Charity Wall traccerà le donazioni verso la Iglesia Universal del Reino de Dios del Brasile e il loro utilizzo da parte della comunità locale. Charity Wall e Atrom Network Switzerland (in via di costituzione, precedentemente era Atronocom) hanno di certo molte affinità, che potrebbero preludere a un impegno maggiore. “In effetti, potrebbe essere - ammette Lisanti - Iniziamo con una partnership, poi potremmo pensare a mettere insieme gli sforzi per creare qualcosa di importante assieme”.

Altri clienti sono la società Consulenza & Risorse che ha finanziato tutti i costi relativi all’organizzazione e logistica di una missione in Tanzania a favore di 800 bambini e la società Eviso di Saluzzo che con il progetto Clara vuole donare 1,2 milioni l’anno ad associazioni con una missione sociale rilevante.

Come funziona
Quando un donatore vuole finanziare con Charity Wall un progetto o una istituzione non profit, la donazione viene inviata a un portafoglio digitale creato appositamente. Ogni volta che l'istituzione non profit deve pagare sblocca i fondi dell'e-wallet direttamente ai fornitori o ai destinatari. Ogni passaggio è tracciato e certificato in blockchain e visibile agli stakeholder in tempo reale. La non profit può anche certificare in blockchain documenti non contabili per dare maggiore chiarezza di come soldi vengono impiegati e dei risultati ottenuti. I documenti certificati possono essere visibili sulla pagina dell’azienda.

Donazioni anche in criptomoneta
Inoltre il 5 dicembre a Milano (nell’ambito di un evento dedicato a blockchain per le donazioni alla Fondazione Collegio delle Università milanesi ore 18) Charity Wall presenterà anche le integrazioni con alcuni partner come Utrsut per ricevere donazioni in criptomoneta. Le donazioni saranno convertite in fiat in tempo reale per eliminare la volatilità e salvate in un ewallet da cui verranno sbloccate verso i destinatari che possono essere fornitori o beneficiari. Per facilitare l’incontro tra aziende e non profit, Charity Wall ha messo anche a punto un marketplace che sarà lanciato a breve. A dicembre, Charity Wall salirà sul parco insieme ad altre 20 startup - selezionate tra 1.000 - per presentarsi al Blockland di Cleveland dedicato a blockchain.

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