guida per l’utente

Che cos’è il diritto alla libertà di modem e perché è difficile esercitarlo

di Alessandro Longo


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4' di lettura

Tutti gli utenti hanno diritto a usare un modem (Adsl o fibra) di propria scelta, ma esercitare questa facoltà non sempre è facile. A volte persino dà adito a problemi di connessione o scarsa funzionalità di servizi. È quanto denunciato dalle associazioni che compongono la Free Modem Alliance (AIIP, AIRES Confcommercio, ALLNET, ASSOPROVIDER, MDC, VTKE, e ModemLibero.it), mentre da Agcom – l'Autorità che ha sancito nel 2018 il diritto al modem libero – fanno sapere al Sole24Ore che prossimamente partiranno con la vigilanza (ed eventuali sanzioni) per capire se e come gli operatori stanno rispettando questo diritto.

Ma magari gli utenti hanno bisogno ora del modem libero, perché stanno per attivare un contratto. Oppure hanno già una linea con un modem imposto dal proprio operatore e vorrebbero sapere come fare per liberarsene (sostituendolo con uno di propria scelta).
Vediamo le diverse casistiche, per guidare l'utente fuori da questo ginepraio.

Che cos'è il diritto alla libertà di modem
Ricordiamolo: Agcom ha stabilito che la libertà di modem era parte del diritto alla neutralità della rete, come affermato nel 2015 dalla Commissione europea.
Il vantaggio di poter usare un modem di propria scelta è molteplice. Per prima cosa il prezzo: se c’è libera concorrenza, gli operatori non possono più (come facevano prima) far pagare un super prezzo per i propri modem (fino all’anno scorso era il solo modo per navigare su internet con i principali operatori fissi). Non a caso adesso, con la libertà di modem, si sono affrettati a rendere gratuito ciò che prima facevano pagare carissimo.

Secondo, la libera concorrenza permette di migliorare la qualità degli apparati disponibili sul mercato.

Terzo, i modem degli operatori risultano meno trasparenti nei log e nelle opzioni (per esempio, per monitorare prestazioni e disservizi, cosa di cui l'operatore ha bisogno per reclamare a norma di legge e avere indennizzi), sono meno configurabili, non hanno servizi aggiuntivi come quelli per la domotica, il risparmio energetico e la gestione a distanza degli apparecchi internet delle cose; magari hanno una potenza Wi-Fi non ottimale o sono meno configurabili con range extender eccetera.

Quarto, «crediamo che disporre di un router privato sia una tutela della privacy dell’utente che deve poter avere il controllo di tutti i dati che circolano nella rete locale», scrive la Free Modem Alliance nel proprio manifesto.
Del resto, sono motivi che hanno convinto anche la Commissione europea a procedere in quel senso.

La guida per i nuovi utenti
In generale, bisogna sapere che i modem alternativi si connettono al primo colpo a internet (una volta collegati alla rete Adsl/fibra) oppure richiedono solo che l'utente indichi il nome dell'operatore in un menu sulla pagina del modem (via browser). Con alcune marche bisogna invece inserire a mano alcuni parametri, sempre per questa pagina. Se l’utente ha una linea telefonica VoIP (in alcune zone è il solo modo con cui l’operatore offre le telefonate incluse con il servizio), deve inserire anche i parametri del VoIP.
Tutti questi parametri sono presenti in pagine che gli operatori hanno pubblicato sui propri siti.

Tim
A questo punto, vediamo come funziona la scelta del modem libero con i principali operatori, per un nuovo contratto. Tim è tra quelli che si comporta meglio: promossa appieno secondo la Free Modem Alliance, perché gli utenti del modem libero non subiscono discriminazioni di nessuna sorta. Se si sceglie un’offerta, quindi, il modem Tim non è nemmeno il default. L'utente deve materialmente aggiungere “al carrello” Tim Hub oppure il Fritz!Box7590…o nessun modem (nel cui caso, ovviamente, si comprerà da sé il modem o riutilizzerà uno già disponibile).
Con Tim c'è il vantaggio di poter rateizzare l'acquisto del Fritz!, ma il costo totale è di 80 euro circa più alto di quello che troviamo su Amazon ora per quel modello. Ecco i parametri per la connessione di altre marche:

Fastweb
Al momento Fastweb regala il proprio modem – di fascia medio-alta – senza chiedere nulla in cambio (nemmeno un vincolo contrattuale). L'utente non può rifiutare il regalo. Può collegare il proprio router alla rete e questo si dovrebbe connettere subito (con il Fritz!, che abbiamo provato, non c’è bisogno nemmeno di configurarlo; basterà indicare nell’interfaccia browser del modem che l’operatore è Fastweb).
Al momento invece non è possibile telefonare in VoIP: Fastweb sta ancora adeguando la propria rete. Un altro problema riscontrato è che in alcune zone la velocità di accesso con modem alternativo è inferiore (massimo 100 Mbps) e ci possono essere anche cadute della linea. La colpa è di un mancato aggiornamento del software del Dslam nell'armadio dell'operatore.

Vodafone
L'utente Vodafone può rinunciare al modem che, con altri servizi dell'opzione Vodafone Ready, costa 6 euro al mese per 48 mesi. Qui i parametri per l’eventuale configurazione manuale:
Al momento però, proprio come con Fastweb, non funziona il VoIP. Allora Vodafone, a chi ne fa richiesta, nelle more dell'adeguamento, manda gratis il proprio modem per fare le chiamate VoIP.

Wind 3
Diversa la via scelta da Wind 3. Chi non vuole il modem dell'operatore (5,99 euro al mese incluso nel costo dell'offerta base), deve prendere un'offerta ad hoc, Absolute.
Free Modem Alliance nota che quest'offerta è in scarsa evidenza sul sito e comunque impedisce al modem di accedere alla velocità piena Vdsl2 (200 Megabit).
Bisogna andare alla pagina offerta e poi cliccare su Dettaglio offerta per vedere i parametri di configurazione. Il VoIP funziona.

E i vecchi utenti?
La delibera dà diritti anche ai vecchi utenti: di poter restituire il modem e smetterne di pagare le rate. Questo in realtà vale solo per Wind 3 e Tim perché sono i soli che lo facevano pagare in un certo periodo. Al momento Wind 3 consente la restituzione gratuita, mentre Tim vi si sta opponendo (nelle more di una sentenza del Consiglio di Stato a cui ha fatto ricorso contro le regole Agcom).
Tuttavia, risultano già i primi casi di vittorie di utenti Tim al Corecom (via procedura di conciliazione gratuita ), persino con rimborso delle rate già pagate.

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