IL PREMIER CONTE IN CIAD 

Che cos’è il Trust Fund per l’Africa su cui punta l’Italia per arginare i flussi migratori

di Andrea Carli

Migranti, Conte: la Ue deve investire di più per l'Africa

2' di lettura

Il premier Conte, in occasione della prima tappa in Niger della due giorni nell’area del Sahel - oggi la seconda in Ciad - lo ha ribadito. Se si vuole affrontare alla base il nodo migranti, occorre creare le condizioni per far crescere le economie dei paesi di origine. Solo in questo modo, infatti, le persone possono scegliere di rimanere, e di non affidarsi ai mercanti di uomini che lucrano sui viaggi della speranza verso l’Europa.

Conte: l’Europa investi di più nel Fondo per l’Africa
Non basta «accendere i riflettori delle tv sulle emergenze», ha sottolineato il presidente del Consiglio -. L’Europa deve «investire di più nel Trust fund per l’Africa». E imprimere una «svolta» alla gestione dei flussi nel vecchio continente. O, ha concluso il referente del governo giallo verde, è «serissimo» il rischio che «l’Ue frani».

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Il pressing italiano al Consiglio europeo di fine giugno
L’Italia preme molto in questa direzione: uno dei risultati positivi conseguiti in occasione del Consiglio europeo che si è tenuto a fine giugno è stato il trasferimento al Fondo fiduciario dell’Ue per l’Africa di 500 milioni di euro provenienti dalle casse dell’undicesimo Fondo europeo di sviluppo. La decisione, confermata nelle conslusioni del vertice, è stata il risultato di un’intensa trattativa, con la delegazione italiana ad assumere una posizione di fermezza: ha chiarito che, se il via libera dei partner europei ai fondi aggiuntivi non fosse scattato, non avrebbe versato la seconda quota dello strumento per i rifugiati in Turchia (tre miliardi). Nei progetti italiani, le risorse liberate da quel fondo dovrebbero andare anche a sostegno della stabilizzazione della Libia e al consolidamento delle economie dei paesi del Sahel. Sono le due priorità, come dimostra, nel secondo caso, la missione in Niger che, dopo una fase di stallo, è alla fine decollata.

Un budget da oltre quattro miliardi di euro
Il Fondo fiduciario europeo di emergenza per l’Africa, più comunemente denominato “Trust Fund”, è stato costituito in occasione del vertice euro-africano che si è tenuto nell’ottobre del 2015 a La Valletta, a Malta. Destinatari del Trust Fund sono 23 paesi africani di origine e di transito dei flussi migratori. La maggior parte del budget proviene dal Fondo europeo di sviluppo (Fse) e da altri strumenti finanziari dell’Unione per l’aiuto allo sviluppo nei paesi terzi ma, a differenza di questi, non è posto sotto il controllo del Parlamento europeo. Stando al quadro aggiornato al 19 settembre dello scorso anno, e delineato da Openpolis, dei 4,09 miliardi di euro del Trust Fund attualmente a disposizione, 3,7 provengono dal Fondo europeo di sviluppo e da altri strumenti finanziari dell’Ue per l’aiuto allo sviluppo nei paesi terzi – mentre solo 441 milioni sono fondi freschi messi dagli Stati (409,5 effettivamente versati).

Italia seconda nell’Ue per contributi al Trust fund
L’Italia con 112 milioni promessi (e 108 versati) è il secondo donatore dopo la Germania (157,5 promessi e 139,5 versati). Ad oggi sono stati approvati progetti per oltre 3,1 miliardi di euro. Gli enti beneficiari dei progetti sono le agenzie pubbliche di cooperazione allo sviluppo dei paesi europei, organizzazioni internazionali, in particolare l’Organizzazione Mondiale per le Migrazioni (Oim), ong e aziende private.

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