quattro interventi consecutivi

Perché la Fed sta immettendo liquidità nel sistema interbancario Usa

Le turbolenze sul sistema che permette alle banche di prendere a prestito liquidità a brevissima scadenza durano ormai da tre giorni e per la quarta volta consecutiva, venerdì 20 settembre, la Federal Reserve è intervenuta a offrire 75 miliardi di “riserve” al settore bancario

di R.Sor.


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3' di lettura

Cosa accade al mercato interbancario americano? Le turbolenze sul sistema che permette alle banche di prendere a prestito liquidità a brevissima scadenza durano ormai da quattro giorni e per la quarta volta consecutiva, venerdì 20 settembre, la Federal Reserve è intervenuta a offrire 75 miliardi di “riserve” al settore bancario. E ha annucniato una serie di aste per fornire liquidità ai mercati, attraverso pronti contro termine (repo) a 1 e 14 giorni, a partire da lunedì 23 settembre e fino al 10 di ottobre.

Sono operazioni – ha spiegato il presidente Jerome Powell – che non incidono sulla politica monetaria, ma sono importanti per garantire il corretto funzionamento del mercato. Con tassi ufficiali al 2-2,25% - il taglio di settembre all’1,75%-2% è entrato in vigore oggi, giovedì 19 settembre - l'interbancario dovrebbe permettere scambi all'interno di quel corridoio, ma martedì i tassi overnight sono schizzati fino al 10 per cento.

Il gioco delle riserve
Non è facile capirne i motivi: probabilmente il versamento di alcune tasse ha evidenziato un problema sull’ammontare delle riserve che le banche detengono presso la Fed, che costituiscono la moneta della banca centrale, diversissima dalla moneta comunemente scambiata nel sistema economico. Contrariamente a quello che si potrebbe pensare, ogni volta che si effettua un bonifico a un’altra persona o a un’altra azienda, il denaro non passa direttamente da una banca all’altra, ma percorre una strada più lunga. La banca del bonificante cancella la cifra sul suo conto corrente e, parallelamente, trasferisce un ammontare uguale di riserve alla banca del beneficiario, la quale incrementerà poi il conto del suo cliente.

Le riserve del Governo e il qe
Non diversamente accade quando si trasferisce denaro all'amministrazione pubblica, per esempio attraverso il versamento delle imposte o l’acquisto di bond: la banca del contribuente cede riserve al Governo. Quando i titoli di Stato arrivano a scadenza, è invece il governo a trasferire riserve alle banche dei risparmiatori. Durante le operazioni di quantitative easing, le banche centrali – la Fed, o la Bce – acquistano titoli dalle banche e cedono loro riserve, create per l’occasione “dal nulla”. Quando invece il qe finisce, man mano che i titoli scadono, il governo restituisce il capitale alla banca centrale cedendole riserve che vengono quindi distrutte (così come erano state create con l’acquisto). Analogamente vengono azzerate quando le banche chiedono e ottengono banconote.

Riserve ampie ma non per tutti
L’ammontare delle riserve, nel sistema Usa, è ancora molto elevato: superano i 3.500 miliardi di dollari. Molte banche, però, a causa di nuove regolamentazioni, dell’emissione di nuovo debito – l’Amministrazione Trump ha emesso molti titoli di Stato – e al pagamento delle tasse, hanno ceduto riserve, forse più di quanto sarebbe stato opportuno. Oppure non intendono cederne troppe, per esempio per acquistare Treasurys - i primary dealers sono obbligati a farlo - e preferiscono prendere a prestito fondi (e quindi le corrispondenti riserve) da altre aziende di credito sull’interbancario, a loro volta poco interessate a cederle.

Le operazioni della Fed
Le operazioni della Fed hanno la funzione di rispondere a questa enorme domanda (peraltro non totalmente soddisfatta) di “denaro delle banche centrali”. I motivi restano in ogni caso molto poco chiari e il rischio che ci sia – nascosto – un problema di finanziamento molto più grave di quanto finora si è visto. La richiesta del sistema finanziario - che teme una crisi relativamente duratura - è quello che la Fed effettui operazioni con scadenza più lunga rispetto all’attuale overnight (con scadenza a 24 ore).

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