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Che fine ha fatto il nuovo ceo di Twitter? Musk tace da un mese

Mister Tesla aveva promesso di sfilarsi, dopo aver perso il sondaggio online. Ma non ne parla più. E si è piegato anche alle commissioni di Apple e Google

di Biagio Simonetta

Twitter: Musk perde il sondaggio, per il 57,5% deve lasciare

2' di lettura

Esattamente un mese fa, Elon Musk annunciava che presto avrebbe lasciato la guida di Twitter, nominando un nuovo ceo. Una decisione figlia di un sondaggio, lanciato dallo stesso Musk il 18 dicembre scorso, nel quale aveva chiesto agli utenti del social network un parere sulla sua leadership. «Dovrei dimettermi da capo di Twitter?» aveva scritto mister Tesla, chiamando al voto gli utenti. E il risultato fu schiacciante: con oltre 17 milioni di utenti votanti, oltre il 57% delle risposte fu a favore di una uscita di scena del magnate. Un risultato che spiazzò lo stesso Musk, evidentemente poco conscio delle gestione caotica che ha caratterizzato Twitter dal giorno dell'acquisizione per 44 miliardi di dollari. Nell’organizzare il sondaggio. Musk aveva detto che avrebbe rispettato il responso, ma dopo la sconfitta aveva preferito restarsene in silenzio per qualche ora. Fino ad arrivare all'ammissione della sconfitta e all’annuncio: «nominerò un nuovo ceo, non appena troverò qualcuno abbastanza folle da accettare questo incarico».

Le commissioni su Blue

È passato un mese e del nuovo ceo di Twitter non si parla più. Musk ha evitato platealmente di riprendere il discorso, circondandosi di un silenzio abbastanza rumoroso. L’ipotesi che in un mese non sia riuscito a trovare qualcuno in grado di prendere il timone del social network sembra piuttosto una decisione ben precisa: non mollare il comando. E del resto il ceo di Tesla sembra abituato a silenziare le storie per lui più scomode. In queste ore, a tal proposito, sono emersi dettagli su un’altra storia sulla quale Musk sembra aver fatto una clamorosa marcia indietro. Sono stati resi ufficiali i prezzi degli abbonamenti di Twitter “Blue”, l’abbonamento che limita gli annunci e conferisce la spunta di verifica agli account. Anche per gli utenti Android (come per quelli di iOS), “Blue” costerà 11 dollari al mese. Dunque 3 dollari in più rispetto a chi decide di abbonarsi attraverso il browser e non tramite l’app. Il risultato è dovuto al fatto che sia Apple che Google prevedono il 30% di commissioni per gli acquisti in-app. Commissioni verso le quali Musk aveva mostrato tutta la sua insofferenza, accusando le due aziende di imporre una tassa nascosta su Internet e giurando guerra. Alla luce dei prezzi degli abbonamenti (più cari se sottoscritti con l’app), Musk si è arreso. E anche in questo caso evitando di tornare sull’argomento.

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Il processo in corso

In tutto questo, l’ex uomo più ricco del mondo è ora impegnato in un processo per alcuni suoi tweet su Tesla risalenti a qualche anno fa. Tweet nei quali annunciava la possibilità di delisting di Tesla. Ipotesi poi mai concretizzata. Da qui la causa legale intentata da alcuni azionisti. Proprio Tesla, intanto, continua a soffrire in borsa, col titolo che ha perso il 15% nell’ultimo mese.

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