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Che ripresa sarà quando il Covid-19 sarà un ricordo? Il valzer delle previsioni: «U», «V», «W» o «L»?

Gli investitori stanno cercando di immaginare come sarà il mondo una volta passata la fase più critica della pandemia da coronavirus. Ecco le previsioni

di Vito Lops

Cosa peserà sulle Borse alla riapertura

Gli investitori stanno cercando di immaginare come sarà il mondo una volta passata la fase più critica della pandemia da coronavirus. Ecco le previsioni


4' di lettura

LA FORMA CHE AVRÀ LA RIPRESA SECONDO I GESTORI

Dopo la recessione la maggior parte si aspetta una ripartenza a U (Fonte: BofA global fund manager survey)

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Negli Stati Uniti è iniziata la stagione delle trimestrali. La novità è che quest’anno più che mai gli investitori si concentreranno non tanto sui dati di bilancio di gennaio, febbraio e marzo, quanto sulle previsioni degli utili future delle stesse società. Ovvero sull’idea che si sono fatte le aziende della durata di questa emergenza pandemica. Perché Sul fatto che i primi tre mesi dell’anno siano andati malissimo – per esempio Jp Morgan, una delle prime a riportare i dati, ha evidenziato un crollo dei ricavi del 70% - non ci piove. Il dubbio a questo punto è capire per quanto tempo le cose continueranno ad andar male.

Le previsioni Fmi
Il Fondo monetario internazionale prevede un calo del Pil globale del 3% nel 2020 e una crescita superiore al 4% nel 2021. Le stime degli addetti ai lavori, tuttavia, cambiano di settimana in settimana. Si naviga a vista mentre ogni giorno si analizza l’andamento delle curve pandemiche nelle varie aree geografiche. «Con oltre 3 miliardi di persone confinate in casa, è chiaro che il 2020 sarà un anno di forte recessione a livello globale e soprattutto nelle economie avanzate – spiega Matteo Ramenghi, chief investment officer di Ubs Wm per l’Italia -. Il margine di errore sulle stime del Pil è elevatissimo ma, al di là delle statistiche, ciò che davvero conta è difendere la capacità produttiva e la base di consumi per non pregiudicare la ripresa. Molto dipende dalle politiche economiche che vengono intraprese. Gli Stati devono giocare una nuova partita molto più ampia e impegnativa rispetto al recente passato».

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LA RECESSIONE GLOBALE

Il Fondo monetario internazionale prevede per il 2020 una contrazione del 3% (Fonte: Fondo monetario intenazionale)

LA RECESSIONE GLOBALE

Pensare la Fase 2
In questo momento gli investitori stanno già provando a immaginare la «Fase 2», quella del graduale reinizio delle attività produttive. Il poderoso rimbalzo delle Borse – che dai minimi di metà marzo sono mediamente risalite del 20% riportandosi, nella maggior parte dei casi, al riparo della soglia Orso – fa capire che l’umore dei mercati è tornato positivo. E che quindi molti operatori si aspettano che le misure monetarie, fiscali e sociali finora intraprese saranno sufficienti a traghettare il pianeta fuori dalla recessione economica già nel 2021. Tuttavia rimangono forti fattori di perplessità come l’andamento rialzista del bene rifugio oro, salito a 1.720 dollari l’oncia, il massimo dal 2003 (in dollari) e di sempre (in euro). E la volatilità (indice Vix in area 50 punti è ancora lontanissimo dai 10-12 punti che ne rappresentano la soglia di tranquillità).

Le ipotesi «V» e «U»
Forse è anche per questo che sono in pochi, appena il 15% – stando a un sondaggio di BoFa condotto tra i gestori globali – a immaginarsi una ripresa immediata (lettera «V»). La maggior parte ritiene la questione più lunga e più complessa. Il 52% degli operatori di mercato si aspetta una ripresa a «U». Esattamente come indica la lettera dell’alfabeto, ci si aspetta che dopo una significativa flessione dell’attività economica la ripartenza non sarà immediata (come invece indicato dalla lettera «V»). Ma ci sarà una fase di assestamento, all’interno della recessione, prima che l’economia torni a crescere.

Scenario «W»
Non è da sottovalutare al momento neppure lo scenario a forma di «W», previsto dal 22% del campione degli investitori. Secondo questa ipotesi ci saranno due forti ondate ribassiste, seguite poi da recuperi. In questo caso gli operatori sono scettici sul fatto che la Fase 2, sarà risolutiva. Perché ci sarà una ricaduta. Non è da sottovalutare perché è nettamente la seconda previsione degli esperti, mentre residuale (7%) pare essere al momento uno scenario a «L», quello caratterizzato da una significativa flessione, una lunga recessione e nessuna ripresa in vista.

La grande disperisione
C’è poi un dato certo, all’interno della profonda incertezza degli esperti nel tracciare delle previsioni in questo momento: l’elevata dispersione delle stime degli analisti. «Crediamo che questa recessione sarà di breve durata, ma non è ancora chiaro quali saranno la velocità e la forma (a V, a U, W o a L) della ripresa – sottolinea Marija Veitmane, multi-asset class strategist, State Street Global Markets - . Storicamente la stagione degli utili aziendali ha rappresentato un buon indicatore per lo stato dell’economia e per capire la direzione dei vertici aziendali per il futuro. Se da un lato gli analisti sono impegnati a ridurre le loro stime sugli utili per quest’anno e per il prossimo, non possiamo però aspettarci che ci sia chiarezza sulle prospettive future, perché gli analisti non concordano in merito all’impatto negativo dell’attuale crisi sulle aziende. La dispersione delle previsioni degli analisti è di poco inferiore a uno dei massimi storici che fu raggiunto al culmine della crisi finanziaria globale del 2008. Sarà difficile quindi mantenere l’ottimismo sulla direzione dei mercati azionari fino a quando non avremo maggiore chiarezza sulle prospettive degli utili aziendali e fino a quando la dispersione delle previsioni degli analisti non verrà meno».

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