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Chernobyl, è boom del turismo «nucleare» (+40%) grazie alla miniserie tv

È boom di prenotazioni per le visite ai resti della centrale e del reattore esploso nel 1986, oltre che alla vicina città fantasma di Pripjat: merito della miniserie targata Hbo, che ha riportato alla luce una tragedia oggi dimenticata da molti

di Enrico Marro


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4' di lettura

Si parte da Kiev in autobus, per un viaggio di 120 chilometri che porta nel cuore di tenebra della peggior tragedia nucleare della storia: Chernobyl. Per vedere con i propri occhi il reattore numero quattro della centrale, quello che esplose il 26 aprile 1986 dopo appena due anni di servizio, oggi racchiuso da una colossale cupola di metallo alta più di cento metri che ha inglobato anche il vecchio e ormai decrepito sarcofago di calcestruzzo costruito dopo l'incidente. I turisti possono fare un salto nel bunker all’interno del quale le autorità presero la sciagurata decisione di non evacuare immediatamente la zona.

Il sarcofago che copre l’impianto nucleare a Chernobyl (Sergei Supinsky/Pool Photo via AP, File)

E poi i visitatori fanno due passi tra le strade di Pripjat, all’epoca di quasi 50mila abitanti, evacuati in colpevole ritardo a 36 ore dal disastro, e ora condannata a essere disabitata per centinaia di anni. Una città fantasma ormai divorata dalla vegetazione, con tutti i suoi blocchi squadrati di appartamenti in stile sovietico e il parco divertimenti, nel quale svetta la grande ruota panoramica che doveva essere solennemente inaugurata il 1° maggio 1986. E ancora, ecco il sinistro cimitero dei veicoli utilizzati da vigili del fuoco e forze armate durante l’emergenza, abbandonati perche altamente radioattivi e oggi piagati dalla ruggine. A coronare il tutto, un pranzo in perfetto stile sovietico nel ristorante più vicino all’ex centrale, completamente dismessa dalle autorità ucraine solo nel 2000.

Un turista fotografa ciò che resta di una giostra per bambini abbandonata a Pripyat, nelle vicinanze dell’impianto nucleare di Chernobyl (Stringer / Sputnik)

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È bastata una nuova miniserie tv, “Chernobyl”, prodotta da HBO con Sky Uk e trasmessa da inizio giugno (in Italia da Sky Atlantic), per ridare vita al mito della centrale nucleare sovietica esplosa per una serie di errori umani, oltre che per i problemi tecnici di progettazione dell’impianto. I turisti arrivano da tutto il mondo, India compresa: a un prezzo di un centinaio di dollari, le prenotazioni per un tour nella zona della tragedia stanno impennandosi, e secondo le stime di Chornobyl-Tour arriveranno a quota 150mila entro l’anno, il doppio rispetto al 2018. Sergiy Ivanchuk, direttore di SoloEast, parla di un aumento delle prenotazioni del 40% da giugno ad agosto, mentre Yaroslav Yemelianenko, direttore di Chernobyl Tour, segnala un incremento del 30-40%.

14 maggio Tecnici dosimetristi misurano il livello delle radiazioni da un elicottero sopra il disastro di Chernobyl (Sputnik)

Quella tragedia tutta sovietica
L’esplosione del reattore quattro, nella notte del 26 aprile 1986, avvenne durante un normale test di funzionamento della centrale, nel quale agli errori del personale e alle ripetute violazioni delle procedure di sicurezza si aggiunse la debolezza strutturale di un impianto malprogettato. Il risultato fu appunto l’esplosione e il conseguente incendio, micidiale, che divampò per giorni diffondendo enormi quantitativi di sostanze radioattive nell’atmosfera (si stima 400 volte superiori a quelle rilasciate dall’atomica di Hiroshima). Sottovalutando clamorosamente la gravità della situazione, le autorità decisero di non evacuare immediatamente la vicina città di Pripjat, con gli operai che la mattina del 26 andarono regolarmente al lavoro alla centrale, con il reattore in fiamme, poiché nessuno li aveva avvertiti del pericolo.

"Chernobyl", nuova miniserie su Sky a 33 anni dalla tragedia

Al momento dell’esplosione morirono 31 persone, seguite nei giorni successivi da altre centinaia tra operatori della centrale, vigili del fuoco, militari e civili esposti a radiazioni. Il bilancio finale, ancora incerto, oscilla tra le 9mila vittime stimate dall’Organizzazione mondiale della sanità alle addirittura 115mila di uno studio bielorusso. L’ossessione della segretezza della burocrazia sovietica, unite all'inadeguatezza delle contromisure adottate per far fronte all’emergenza, peggiorarono la situazione rendendo più pesante un bilancio ancor oggi incerto.

Alcuni turisti si sottopongono a uno scanner di radioattività a Chernobyl (Photo by STR/NurPhoto)

I rischi per i turisti
Resta un dubbio: questa meta turistica così dark non rischia di essere ancora pericolosa, oggi, per chi sceglie di visitarla? Ci sarà un motivo se esiste un perimetro di sicurezza nel raggio di trenta chilometri dal reattore in cui sono proibiti gli insediamenti umani. Gli organizzatori dei tour naturalmente garantiscono la massima sicurezza: secondo le guide durante i sopralluoghi nel bunker, davanti al reattore quattro e nella città fantasma, tra un selfie e l'altro i visitatori assorbirebbero appena due microsievert di radiazioni all’ora, pari a quelle di un viaggio aereo. Le guide però raccomandano di non toccare nulla, di non sedersi, nemmeno per terra, di non bere, mangiare e fumare all'aperto e naturalmente di non raccogliere e portare con sé alcun oggetto. È proibito anche avventurarsi da soli in strutture al di fuori del tour ufficiale, perchè spesso sono pericolanti e a rischio crollo.

Turismo a Chernobyl: selfie e passeggiate tra i resti della catastrofe nucleare

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Il successo della miniserie e il gelo di Mosca
La HBO - che già ha fatto la fortuna di Nordirlanda, Spagna, Marocco, Islanda, Malta, Scozia e Croazia con “Trono di Spade” - stavolta è riuscita nell’impresa impossibile di rilanciare il turismo in una delle zone meno attrattive del pianeta, almeno sulla carta. Trasformando il luogo di una tragedia nucleare in una delle mete più gettonate d’Ucraina, con tanto di eccessi, soprattutto a livello di selfie postati sui social (fece scalpore per esempio l'immagine di un turista nudo in mezzo alla città fantasma). La miniserie ha però un indiscusso merito: quello di aver riportato alla luce un pezzo di storia dell’Unione sovietica oggi dimenticato da molti, anche in Russia e in Ucraina.

Mosca non ha gradito. La miniserie televisiva britannico-statunitense, storicamente ben ricostruita, è tornata a girare il coltello nella piaga di una tragedia tutta sovietica nata dalla cattiva progettazione dei reattori e da una catena incredibile di errori commessi dai tecnici prima e dalle autorità dopo. Peggio: la miniserie della HBO, definita da fonti del Cremlino “una caricatura della realtà”, ha avuto la colpa di battere sul tempo un’analoga serie tv russa in lavorazione. Dove si racconta, sorpresa, che dietro la tragedia ci sarebbe addirittura lo zampino di un agente segreto della Cia spedito in Unione Sovietica per sabotare la centrale. Povera Chernobyl.

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