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Chi è Carla Ruocco, la pasionaria pentastellata alla guida della Commissione Finanze

di Nicola Barone

(EPA)

2' di lettura

«Basta scaricare il nodo dei migranti solo sull'Italia. È un’Europa tutta da rivedere e bisogna prevedere il “risk sharing” a livello finanziario internazionale». Un anno e mezzo fa diceva così Carla Ruocco, neoeletta presidente della Commissione Finanze della Camera. World Economic Forum di Davos, culla del gotha finanziario e politico mondiale. Per la prima volta (e nella «massima trasparenza») arriva Carla Ruocco, allora deputata “semplice” ascoltatissima sulle questione economiche. «La gestione del fenomeno dei migranti - notò Ruocco nel corso di una sessione sull'Europa - va pianificata, ne vanno comprese le cause di fondo e poi vanno trovate scelte le soluzioni sul tappeto. Quello che non va fatto è combattere gli effetti ultimi in via emergenziale. Anche su questo argomento l'Europa ha dimostrato il proprio fallimento». Sembra un’analisi di queste ore, all’anticamera di un vertice europeo nodale con il Continente nel mezzo di tensioni mai viste prima e che parte sotto un cielo già alla vigilia scuro non poco.

Carla Ruocco, napoletana del 1973, ha alle spalle studi di economia e commercio ed è abilitata alla professione di dottore commercialista. Nel suo curriculum l'attività di revisore dei conti presso la Reconta Ernst & Young, e quella di controller presso una società multinazionale operante nel settore farmaceutico. Dopo due concorsi (vinti) all'agenzia delle Entrate, Ruocco ha lavorato come internal auditor e come funzionario tributario presso la Direzione centrale accertamento dell'amministrazione finanziaria. Grillina (si direbbe) di lungo corso, e di strettissima osservanza, appena sbarcata in Parlamento preconizzò dinanzi ai cronisti incuriositi, e con ottime doti di preveggenza, il successo del Movimento che si sarebbe verificato più tardi («in ordine sparso, come un virus, che si insinua dappertutto»). Amata dalla base, non per un caso nelle consultazioni per la selezione dei candidati M5S nelle liste proporzionali tenutesi il 16 e 17 gennaio - le cosiddette Parlamentarie - è risultata la più votata per Montecitorio, con 1691 voti.

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Carla Ruocco (M5S): le imprese si aiutano tagliando adempimenti e leggi inutili

Da sempre Ruocco crede nella necessità di agire decisamente contro la povertà. Partendo « dalla visione del lavoro in futuro», perché il rischio «è che ci siano molti posti in meno». La soluzione? Il reddito di cittadinanza. Idea inserita nel contratto di governo gialloverde ma che, annotava, «M5S ha proposto per primo e che consente di sopravvivere prima di trovare un nuovo lavoro. Non sarà assistenzialismo, ma darà le risorse per ricollocarsi in quello che è oggi un nuovo mercato del lavoro. È una proposta centrale e non solo per l'Italia». Per il resto, con alle spalle anche la competenza dovuta all’aver seguito il dossier in prima persona, nei panni di membro della Bicamerale presieduta da Pier Ferdinando Casini, Ruocco ritiene imprescindibile il risanamento del sistema bancario. Ma «dalla parte dei risparmiatori e di chi deve accedere al credito, come volano essenziale per l'economia nazionale, per le famiglie e per le imprese».

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