conteggi errati in calabria

Chi è Fulvia Caligiuri, la candidata azzurra che mira al seggio di Salvini

di Nicoletta Cottone


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Fulvia Michela Caligiuri (dal profilo Facebook)

4' di lettura

Fulvia Caligiuri contro Matteo Salvini. La candidata calabrese di Forza Italia, allevatrice e produttrice di latte, titolare dell’azienda agricola Torre di Mezzo di Castrovillari (Cosenza), reclama il suo scranno a palazzo Madama. Classe 1973, ha presentato un ricorso il 4 aprile 2018 segnalando molteplici irregolarità che hanno portato alla proclamazione nel collegio plurinominale Calabria 1 del leader della Lega Matteo Salvini. In totale poco meno di 3mila voti non sarebbero stati attribuiti a Forza Italia. Senza errori l’assegnazione del secondo seggio sarebbe andata a Forza Italia e non alla Lega. «Dai riconteggi Fratelli d’Italia - spiega Lucio Malan, senatore di Fi e membro della Giunta per le elezioni del Senato -ha guadagnato voti, ma non ha perso seggi . Forza Italia invece ha voti in più dai quali risulta che Fulvia Caligiuri è stata più votata di Matteo Salvini. Dunque le spettava il seggio».

Errori di trascrizione
È notevole il divario tra i voti sui verbali di sezione e quelli trascritti nel foglio di calcolo elettronico elaborato dall’Ufficio elettorale regionale e utilizzato ai fini della proclamazione. Vari errori di calcolo e di trascrizione hanno determinato la mancata assegnazione di voti alla lista azzurra. Questo si legge nel verbale della Giunta per le elezioni del senatore Alberto Balboni (Fdi), relatore per la regione Calabria. Balboni ha coordinato l’attività di revisione dei dati. Fulvia Caligiuri è risultata non eletta. «I due seggi assegnati in sede di proclamazione dall'Ufficio elettorale regionale alla Lega e al Movimento politico Forza Italia, a seguito dell'attribuzione al Movimento politico Forza Italia di 2.916 voti in più rispetto ai dati di proclamazione, risultano assegnati entrambi a quest'ultimo», è il lapidario responso dei controlli effettuati da Balboni per conto della Giunta per le elezioni di palazzo Madama. Ora sottoporrà alla Giunta una proposta conclusiva al termine della discussione generale.

Bonfrisco dovrebbe lasciare
Se fosse confermato il responso, in base al proporzionale Matteo Salvini sarebbe eletto nel Lazio e non in Calabria e dunque la senatrice Cinzia Bonfrisco, al quarto mandato parlamentare, eletta nelle liste della Lega nel Lazio, dovrebbe lasciare lo scranno.

Caligiuri come è entrata in politica?
«La mia avventura politica è iniziata quest’anno, con una telefonata dell’onorevole Jole Santelli, coordinatrice regionale della Calabria di Forza Italia, che avevo conosciuto nella mia attività di rappresentante sindacale. Ho un’azienda agricola, sono una allevatrice di bovini. La mia azienda produce latte. Mi ha proposto la candidatura ed è iniziata la mia campagna elettorale sul territorio. Interessante e avvincente».

In quali collegi è stata candidata?
«Sono stata candidata nel collegio uninominale di Castrovillari (Cosenza) e ho perso contro il senatore Nicola Morra del M5S. Ero anche candidata nel collegio plurinominale Calabria 1 per la lista Forza Italia, dove sono risultata al secondo posto, dietro al senatore Giuseppe Mangialavori. Ma a Forza Italia se i conteggi fossero stati corretti sarebbero spettati due posti. E il secondo era il mio».

Come si è accorta delle anomalie?
«Subito mi sono accorta che c’era qualcosa che non andava. C’erano dei dati invertiti fra Forza Italia e Fratelli d’Italia rispetto ai verbali in nostro possesso. Già prima della proclamazione avevo avvertito la Corte d’appello di Catanzaro che c’erano delle anomalie. E dopo la proclamazione -un seggio a Forza Italia e uno alla Lega - gli errori erano gli stessi. Ho affidato le verifiche dei verbali e dei calcoli nella ripartizione dei seggi a un docente universitario di informatica. Dai conteggi emerge con chiarezza che due seggi per il Senato spettano a Forza Italia e non uno alla Lega e uno a Forza Italia. Ho inviato il ricorso e ho cominciato a protestare. Prima sui giornali locali, poi alzando sempre più la voce. Finire su “Striscia la notizia” è stata la mia fortuna. Perché la Giunta per le elezioni del Senato ha controllato l’accaduto. E ha verificato che ho ragione».

Quali sono state le anomalie più eclatanti?
«C’è, per esempio, un errore macroscopico di copiatura dei dati complessivi per candidato uninominale dove, nella sezione di San Fili, avrei preso “meno 59 voti”, come se i voti si potessero prendere in difetto. Ci sono vari tipi di anomalie: da una parte una inversione di voti fra Forza Italia e Fratelli d’Italia, ma anche una erronea trascrizione dei voti della coalizione a singola lista. Per esempio a Palmi non risultano ripartiti i voti fra le liste e i 151 voti sono assegnati tutti alla Lega. Abbiamo rilevato 2.043 voti alla lista di Fratelli d’Italia anziché a Forza Italia. A Crucoli, Paola e Girifalco ci sono 83 voti da aggiungere alla lista di Forza Italia non riportati dalla Corte d’appello. Quindi in totale 2.126 voti erroneamente non conteggiati per Forza Italia. Poi per esempio a Caulonia e Seminara ci sono altri 297 voti da aggiungere a Forza Italia e 110 da sottrarre alla Lega. E quando ho fatto fare i controli ancora non avevo ricevuto tutti i verbali, ma ero obbligata a presentare il ricorso nei termini».

Conclusione?
«Aspetto il verdetto del Senato. E spero che arrivi prima che cada il governo».

E se fosse eletta?
«Sicuramente mi batterei per il mio territorio e la mia Calabria. In campagna elettorale sulla mia locandina c’era scritto: “La forza della nostra terra”. Sono nata e cresciuta nel comparto agricolo, ma in Senato sarò rappresentante di tutti».

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