bilancio: otto morti e 15 feriti

Chi è il jihadista che ha colpito New York. Trump contro lotterie dei visti

di Redazione Online

Nel riquadro la foto segnaletica dell’attentatore Sayfullo Habibullaevic Saipov

3' di lettura

Sayfullo Saipov, il killer di New York, ha parlato con gli investigatori durante la notte. L'aggressore è in ospedale, dove è ricoverato dopo un intervento chirurgico. Secondo indiscrezioni, si è mostrato abbastanza “collaborativo”. Il terrorista che ha riportato la violenza a New York vicino a dove sorgevano le Torri Gemelle abbattute nel 2001 da un commando di Al Qaeda, è arrivato negli Stati Uniti nel 2010 e conosceva quattro parole di inglese. Uzbeki che lo hanno conosciuto dicono al New York Times che era una brava persona e amava il suo nuovo Paese. Ha fatto anche l’ autista per Uber: la società spiega che il killer ha superato tutti i controlli e ha lavorato per l'app di auto con conducente per 6 mesi, effettuando 1.400 corse.

Però negli ultimi due anni le cose sono cambiate e Saipov era finito sotto la lente dei federali per rapporti con altri uzbeki e un kazako legati all’Isis.

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Nel frattempo ha vissuto per un breve periodo in Ohio, dove si è sposato con una ragazza uzbeka. Avrebbe poi vissuto a Cincinnati nelle settimane seguenti al suo arrivo negli Stati Uniti e in Ohio avrebbe anche ricevuto la licenza per guidare camion. Il killer si sarebbe poi trasferito in Florida, a Tampa, e più di recente in New Jersey. È fra questi due ultimi stati che si sarebbe diviso negli ultimi mesi.

Saipov è entrato negli Stati Uniti con il Diversity Visa Lottery Program, in sostanza la lotteria che assegna i visti.

Il presidente Trump ora accusa il suo avversario democratico, il senatore Chuck Schumer per questo programma. «Combattiamo duramente per immigrazione basata sul merito - ha twittato il presidente - basta con le lotterie democratiche. Dobbiamo essere molto più duri (e più intelligenti)». Trump, che ha definito l’attentatore un «animale», ha criticato il «politically correct» nel rispondere alla sfida del terrorismo. Ha così evocato la possibilità di inviare a Guantanamo l'attentatore di New York in una riunione di governo. «Certamente lo considererò», ha detto rispondendo ad una domanda di un giornalista. Ha quindi spiegato che chiederà al Congresso di iniziare «immediatamente» a lavorare per mettere fine al programma dei visti di cui ha beneficiato anche l'autore della strage. «Prenderò tutte le misure necessarie per proteggere il nostro popolo», ha detto.

«Non è il momento di fare politica, non è il momento di fomentare l'odio». Risponde a Trump il governatore di New York, Andrew Cuomo, commentando i tweet del presidente. Cuomo sostiene la teoria del lupo solitario radicalizzato in Usa.

L’Fbi sta perquisendo il appartamento con due camere da letto dove viveva con la moglie e due figli, a Paterson, New Jersey, cittadina con una grande comunità musulmana e una moschea che era già finita nel mirino della polizia. Gli agenti stanno setacciando anche il garage dell'abitazione, alla ricerca di materiale utile per le indagini.

La rivendicazione Isis
Il 29enne Saipov ha lasciato un bigliettino vicino al furgoncino usato per l'attacco, nel quale ha scritto che agiva per l'Isis, il killer che ieri ha fatto tornare il terrore a poche decine di metri dal World Trade Center a New York, il “Ground Zero” dell'11 settembre.

L’attacco
Alle tre del pomeriggio (ora locale) un furgone è piombato su una delle più affollate piste ciclabili di Manhattan facendo una strage: almeno otto morti e una quindicina di feriti, ma il bilancio potrebbe salire ancora. Tra le vittime un cittadino belga e cinque argentini.

Furgone su pista ciclabile a New York, 8 morti e 15 feriti

Furgone su pista ciclabile a New York, 8 morti e 15 feriti

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Saipov è stato neutralizzato dalla polizia un chilometro dopo la strage, mentre gridava «Allah Akhbar». Per il presidente Usa Donald Trump, che ha immediatamente twittato, è stato «un altro attacco da parte di una persone malata e folle». Il sindaco di New York Bill de Blasio ha detto che si
è trattato di «un atto terroristico particolarmente codardo».

I legami con lo Stato Islamico
Sayfullo Saipov, il killer di New York, ha agito per l'Isis. Alcuni appunti scritti a mano e rinvenuti vicino al furgoncino bianco che aveva affittato mostrano la sua fedeltà allo stato islamico. Nessun collegamento diretto è però per ora emerso.

Il dibattito sull’immigrazione
L'attacco, il peggiore a New York dall'11 settembre, riaccende il dibattito sull'immigrazione negli Stati Uniti. Donald Trump annuncia: «ho ordinato al Dipartimento per la Sicurezza Nazionale un rafforzamento dei controlli su chi entra nel paese».

Saipov viene dall'Uzbekistan, paese non incluso nel bando agli arrivi dalle nazioni a maggioranza musulmana di Trump. Intanto, il premier Paolo Gentiloni è intervenuto su Twitter: «Italia abbraccia New York colpita dall'attentato. Vicini alle famiglie e alle autorità contro il terrore», ha scritto.

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