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Chi è Licia Ronzulli, la fedelissima del Cavaliere che non sarà ministro

Da fisioterapista-manager a senatrice (riconfermata), la scalata della consigliera più vicina a Berlusconi che puntava a un incarico nel nuovo esecutivo

di Riccardo Ferrazza

Aggiornato il 13 ottobre alle ore 18,30

Lombardia, Ronzulli: "Dualismo Fontana-Moratti? Ne avrei fatto a meno"

3' di lettura

«Sono un soldato nelle mani del presidente Berlusconi» disse di sé Licia Ronzulli quando il leader di Forza Italia la nominò commissario di Forza Italia in Lombardia, scelta che scatenò violente polemiche dentro il partito. Gli attacchi sembrano non preoccuparla: «È nelle difficoltà che si forgia il carattere» il suo motto.

Candidata a tutto resterà a piedi. Per Ronzulli, milanese, classe 1975, senatrice uscente e rieletta, l’anziano leader («Il leone ha ruggito ancora!» ha scritto lei sui social il giorno dopo le politiche del 25 settembre) ha provato a ottenere un incarico importante nel nascente governo di centrodestra ma l’operazione non gli è riuscita. Ha pesato il veto di Giorgia Meloni. E il Cavaliere - rientrato a Palazzo Madama dopo la decadenza del 2013 per effetto della legge Severino - ha perso il braccio di ferro sull’elezione di Ignazio La Russa.

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Da infermiera a europarlamentare

La promozione a ministro sarebbe stata per Ronzulli, da tempo una delle persone più vicine al Cavaliere («Il Maradona della politica internazionale» secondo un’altra sua definizione), la nuova tappa di una scalata lenta ma inesorabile, cominciata come infermiera e poi fisioterapista-manager (responsabile del coordinamento delle professioni sanitarie) all’ospedale Galeazzi di Milano. Quindi il salto in politica che arriva quando «Licia» - come scrive di sé nel suo sito parlando in terza persona - si sente «pronta a mettere a disposizione la sua professionalità ed esperienza anche nel mondo politico nazionale». L’esordio è però rimandato: nel 2008 viene candidata dal Popolo delle libertà nelle Marche e risulta la prima dei non eletti.

I radar della cronaca politica la intercettano per la prima volta alla vigilia dell’estate di quello stesso anno. Il 14 giugno Berlusconi, appena tornato a Palazzo Chigi da premier, arriva in elicottero a San Pietro in Cerro, nella Bassa piacentina, per partecipare alle nozze di Ronzulli con Renato Cerioli (quello stesso giorno Berlusconi aveva partecipato a un’altra cerimonia di nozze, a Roma, tra Flavio Briatore ed Elisabetta Gregoraci). I due si separeranno due anni più tardi.

In aula con la figlia neonata

Nel frattempo Ronzulli riesce a farsi eleggere al Parlamento europeo nelle elezioni del 2009: nel settembre del 2010 si presenta nella seduta plenaria portando con sé in aula la figlia Vittoria, nata da appena 44 giorni, stretta al petto da un “marsupio”. Un gesto che le dà grande visibilità: «Simbolicamente - racconta - il pensiero va alle tante donne che non possono conciliare lavoro e vita di madre». Nel 2014 non le riesce la rielezione a Strasburgo ma nel frattempo il suo ruolo a fianco di Berlusconi si consolida fino a sostituire Mariarosaria Rossi come assistente del leader azzurro.

Nel 2015 entra nel Consiglio di amministrazione della Fiera di Milano, di cui diventa vicepresidente: una carica che le garantisce compensi per 130mila euro annui. In quello stesso anno fa da mediatrice nella trattativa (mai arrivata a conclusione) tra Berlusconi e l’imprenditore e broker thailandese Bee Taechaubol per la cessione dell’Ac Milan.

Con i legali di Berlusconi, gli avvocati Niccolò Ghedini e Piero Longo, Ronzulli resta impigliata nella vicenda delle cene ad Arcore: finisce indagata nell’inchiesta Ruby ter per aver reso falsa testimonianza in aula al processo milanese a carico di Berlusconi. L’inchiesta (in cui era coinvolto anche l’ex marito Cerioli, che partecipò ad una cena nella residenza del leader azzurro) viene archiviata.

L’ombra del Cavaliere

Al secondo tentativo sbarca nel Parlamento italiano: alle politiche del 2018 viene eletta senatrice. Diventa presidente della Commissione parlamentare per l’infanzia e l’adolescenza: a fine legislatura risulterà presente a poco più della metà delle votazioni (ma nel 41% dei casi risulta in missione). La sua dichiarazione dei redditi ne beneficia: da 26.681 a 126.373 euro (anno 2022).

Soprattutto il suo peso nel partito cresce senza sosta: nel febbraio 2021 è nominata responsabile per i rapporti con gli alleati. Nel ruolo indiscusso di più stretta collaboratrice dell’ex premier e assistente alla comunicazione compare sempre al suo fianco, insieme alla nuova compagna Marta Fascina. Lo segue ovunque: è al tavolo con lui in un ristorante a Posillipo, allo stadio a vedere il Monza (la nuova squadra di Berlusconi promossa in serie A), al momento delle dimissioni dopo otto giorni di ricovero all’ospedale milanese San Raffaele a inizio 2022. E, ovviamente c’è anche lei nella piccola cappella di Villa Gernetto a Lesmo, in Brianza, per il “matrimonio simbolico” di Berlusconi con Fascina.

Odio no vax

Con l’emergenza Covid viene investita dall’odio della rete quando propone il vaccino obbligatorio per il personale sanitario («È inammissibile che ci siano medici che rifiutano il vaccino mettendo a repentaglio la salute dei pazienti»). Poco dopo presenta un ddl perché il governo estenda l’obbligo delle vaccinazioni ai professori.

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