la scelta di Di Maio

Chi è Mimmo Parisi, il prof con un cv lungo 18 pagine chiamato a riformare il lavoro

dal nostro corrispondente Riccardo Barlaam


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2' di lettura

NEW YORK - La prima cosa che colpisce di Domenico Parisi, detto Mimmo, classe 1966 da Ostuni, il professore di Demografia e Statistica dell’Università statale del Mississippi scelto dal vice premier Di Maio per guidare l’Anpal e seguire la riforma dei centri per l’impiego e l’attuazione del reddito di cittadinanza, è la lunghezza del suo curriculum vitae: 18 pagine. Lo stesso numero di pagine - per una curiosa casualità - del più noto cv presentato dall’allora professor Giuseppe Conte nella sua candidatura a primo ministro della Repubblica italiana del governo gialloverde.

La storia di Mimmo Parisi è quella di un giovane pugliese, come tanti ragazzi del Sud, che a un certo punto della vita ha fatto le valigie per cercare una realizzazione. Figlio di una ragazza madre, cresciuto in un orfanotrofio, dopo un diploma all’Istituto tecnico agrario Pantanelli della città bianca pugliese, il suo primo approdo è al Nord, all’Università Cattolica di Milano, nella sede distaccata di Piacenza dove nel 1992 si laurea in Sociologia. Subito dopo la laurea si trasferisce in America. Con un inglese scolastico, “cento dollari in tasca” e tanta voglia di farcela. Parisi continua a studiare. Frequenta prima un master di specializzazione in Statistica alla Pennsylvania State University, e poi nello stesso ateneo consegue un Dottorato di ricerca in “Rural Sociology” nel 1998. Continua la carriera accademica e finisce nel centro del Mississippi, a Starkville. Cittadina di 25mila abitanti dove vive tuttora assieme alla moglie e i figli, e dove ha sede la Mississippi State University. Dal 2007 diventa professore ordinario, dopo una lunga trafila da assistente e poi da associato.

Il Mississippi è uno stato povero del Sud, con forti contrasti, tanti problemi razziali, afflitto più di altri dal problema della mancanza di lavoro. Parisi con la digitalizzazione ha messo in piedi il Mississippi works system, un nuovo tipo di centro per l’impiego. Una app che utilizzando big data, con tutte le informazioni statali e delle aziende, permette alle persone in cerca di occupazione di mettere il proprio profilo a disposizione delle società che cercano lavoratori.

Un’esperienza di successo che ha portato la disoccupazione in Mississippi a scendere dal 6,5 al 4,8%, secondo quanto racconta il professore. L’incrocio tra domanda e offerta qui ha funzionato, ma negli Usa il lavoro c’è. L’economia continua a crescere ed è davvero più facile che in Italia trovare o cambiare occupazione. Il problema italiano, per mille ragioni, è che il lavoro non c’è. Quindi la sfida del professore pugliese con la neonata Agenzia nazionale per le politiche attive del lavoro che è stato chiamato a dirigere è davvero grande. Le differenze con il modello americano ci sono. Lui stesso, a proposito del reddito di cittadinanza, ha detto che «in America è temporaneo, esiste in varie forme, sia con aiuti economici che con i food stamps per fare la spesa. Ma non deve creare dipendenza. Ciò che conta è formarsi per poter trovare un lavoro. Altrimenti il reddito di cittadinanza è inutile». Mimmo Parisi però da buon pugliese, la terra di Padre Pio, ha detto che «crede nei miracoli». E spera di «poter ripetere in Italia il miracolo del Mississippi».

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