il nuovo presidente della commissione antimafia

Chi è Nicola Morra, il “filosofo” grillino duro e puro

di Manuela Perrone

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(IMAGOECONOMICA)


2' di lettura

Ex professore di filosofia nei licei Scorza e Telesio di Cosenza, Nicola Morra è da sempre un grillino atipico. Al primo ingresso dei Cinque Stelle in Parlamento, nel 2013, il neopresidente della commissione Antimafia spiccava per età (49 anni, contro un’età media di 33 anni tra i deputati e di 46 tra i senatori) e soprattutto per cultura.

Non soltanto una questione di laurea: Morra ama la storia e la filosofia, e ama esibire ciò che sa a colpi di citazioni dotte e disquisizioni colte. Umanista Doc, annovera nel suo pantheon Agostino, Platone, Kant e la tradizione di Husserl e Jonas, citato dal premier Giuseppe Conte appena insediato.

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Nato a Genova, Morra si trasferisce al Sud molto presto: si laurea all’Università La Sapienza di Roma, poi frequenta un corso di perfezionamento in bioetica a Bari. E mette radici in Calabria, dove insegna per quasi vent’anni. Istruzione e legalità diventano le sue ossessioni. Si avvicina ai Cinque Stelle, come tanti, stregato dal blog di Grillo e nauseato dalla sinistra e dai partiti tradizionali. Con Beppe, il garante, conserva un rapporto al limite dell’adorazione, frutto della fascinazione di quegli anni che lo fanno avvicinare alla politica e al mito della democrazia diretta. È la sua forza e il suo limite: prende posizioni coraggiose e viene annoverato tra gli ortodossi insieme a Roberto Fico, Luigi Gallo, Giuseppe Brescia, ma quasi mai tra gli aperti dissidenti, come Paola Nugnes ed Elena Fattori. Quando c’è da rientrare nei ranghi, in nome dell’unità del Movimento, Morra rientra. Per la piattaforma Rousseau di Davide Casaleggio svolge il ruolo di responsabile della funzione e-learning, dedicata alla formazione a distanza sulle strutture e le modalità di funzionamento delle amministrazioni.

Eppure le sue posizioni spesso scomode (e critiche nei confronti della gestione del capo politico Luigi Di Maio e dell’avvicinamento alla Lega di Matteo Salvini) lo tengono fuori dalle caselle di governo e sottogoverno. È per questo che da giugno Morra è indicato come il “predestinato” alla guida della commissione parlamentare Antimafia. Anche i rivali, interni ed esterni al Movimento, gli riconoscono integrità: la sua lotta alle mafie e alla corruzione è genuina. Instancabile la sua battaglia contro il sindaco di Cosenza, Mario Occhiuto. «Ha scaricato sul Comune di Cosenza e quindi sui cittadini i propri debiti, guida un Comune coinvolto in numerose inchieste giudiziarie su appalti spezzatino e affidamenti diretti, sulle spese pazze per le luminarie e su altre indagini che hanno macchiato la condotta amministrativa di questa maggioranza», ha tuonato pubblicamente Morra, ottenendo in cambio una querela per diffamazione aggravata. Se porterà aria nuova in commissione lo diranno i fatti. Qualche giorno fa, replicando al rischio dittatura evocato da Berlusconi, ha replicato: «La dittatura ci sarà, e sarà durissima: la dittatura della legalità».

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