all’Ambiente

Chi è Sergio Costa, il generale paladino della lotta alle ecomafie

di Nicola Barone


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Il nuovo ministro dell’Ambiente Sergio Costa

2' di lettura

Fu il primo nome tirato fuori da Luigi Di Maio per il suo governo “ombra”, un profilo di alto valore simbolico per le battaglie-bandiera del Movimento da portare dritto nel cuore del Palazzo. Il generale di Brigata Sergio Costa, responsabile dell’Ambiente nell’esecutivo giallo-verde, ha fatto del contrasto alle ecomafie e in particolare agli scempi messi in opera dal clan dei Casalesi il suo fiore all’occhiello. Laurea in Scienze Agrarie con specializzazioni a più livelli in investigazioni ambientali è uno dei paladini della nuova stagione.

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«Di Terra dei Fuochi ce n’è una in ogni Regione», disse il capo politico del M5S pensando per quella emergenza alle capacità di un «servitore dello Stato» come lui. «Ha scoperto la più grande discarica di rifiuti pericolosi di Europa seppellita nel territorio di Caserta mettendo a nudo gli opachi rapporti delinquenziali nell'ambito dei rifiuti tossici». Così come negli annali si annovera il rinvenimento della contestatissima discarica nel territorio del Parco Nazionale del Vesuvio.

Sergio Costa è nato a Napoli nel 1959. Si è laureato in Scienze Agrarie, con un master in Diritto dell'ambiente. Del Corpo Forestale è stato comandante regionale in Campania fino allo scioglimento nel 2016 e da lì, all'inizio del Duemila, ha guidato la sua indagine più famosa, quella appunto sui rifiuti tossici interrati dal gruppo camorristico tra i più temuti nella cosiddetta Terra dei Fuochi, tra il Casertano e Napoli. Per inciso, nei confronti della scelta operata dalla riforma Madia il ministro non fu certo tenero («folle sciogliere i Forestali», affermò abbracciando una battaglia che sarebbe stata poi del M5S).

Sposato, due figli, Costa si è anche occupato di indagini sul traffico internazionale dei rifiuti in collaborazione con la Direzione nazionale antimafia. Nel 2017, quando la Forestale è stata accorpata ai Carabinieri, è diventato generale di brigata dell'Arma. Due i dossier sul tavolo che attendono Costa per i quali l'Italia è stata deferita dalla Commissione europea alla Cgce, gli sforamenti dei limiti per l'inquinamento atmosferico - in particolare per le polveri sottili Pm10 - e il deposito unico nazionale delle scorie nucleari.

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