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Chi è Urania Papatheu, la senatrice azzurra che ha battuto la maggioranza sul condono Ischia

di Nicoletta Cottone


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La senatrice di Forza Italia Urania Papatheu (Imagoeconomica)

3' di lettura

È una stakanovista Urania Giulia Rosina Papatheu, la senatrice di Forza Italia che ha battuto la maggioranza sul decreto Genova. Il suo emendamento che rende il condono di Ischia a maglie meno larghe è passato per un soffio dinanzi alle commissioni Lavori pubblici e Ambiente del Senato con 23 voti (22 i no e una astensione). Hanno fatto la differenza l’astensione della senatrice pentastellata Paola Nugnes e il voto positivo di Gregorio De Falco, il comandante 5 stelle dissidente che ordinò al comandante Schettino di risalire a bordo della Costa Concordia. L'emendamento della senatrice Papatheu chiedeva che le istanze di condono pendenti a Ischia sugli immobili colpiti dal sisma non fossero disciplinate in base alla legge sul condono del 1985.

Una sola assenza su 1.261 votazioni
Catanese, classe 1965, secondo i dati di OpenParlamento su 1.261 votazioni elettroniche la senatrice è stata presente a 1.260 (99,92% delle presenze). Ha presentato 58 emendamenti come prima firmataria e 114 come cofirmataria. E 12 interrogazioni a risposta scritta, oltre a un ordine del giorno. È cofirmataria di 19 disegni di legge.

GUARDA IL VIDEO - Se De Falco rischia di abbandonare la nave per colpa di Ischia e della sicurezza

La maggioranza è stata battuta sul suo emendamento al contestato articolo sul condono a Ischia. Esattamente cosa implica l'approvazione del suo emendamento?

«Nel testo dell’articolo sulla sanatoria di Ischia del decreto Genova c’era la volontà di aprire a un condono tombale. Rifacendosi alle prescrizioni del condono del 1985, promulgato in un quadro normativo non attento ai vincoli paesaggistici e idrogeologici, si azzerano tutte le prescrizioni limitative poste nei successivi due condoni. Nelle due successive sanatorie, invece, sono stati invece individuati con maggiore chiarezza i vincoli, in particolare idrogeologici, paesaggistici, sismici da considerare per l'analisi della domanda di sanatoria e per gli ambiti da escludere in ogni caso. Cancellando, come ha fatto il mio emendamento, la normativa di riferimento del 1985 si possono evitare tragedie come quella di Palermo».

Alcuni senatori campani di Forza Italia si sono autosospesi dal gruppo per il suo emendamento. Come mai?
«Purtroppo ci sono delle conflittualità legate al territorio. Ma in aula si tornerà al vecchio testo perché non ci sono i numeri per far approvare l’emendamento. E dunque il mio emendamento sparirà».

Quando ha iniziato a far politica e come?
«Sono al mio primo incarico come senatrice in Parlamento, ma da sempre mi interesso di politica. Sono stata seconda nella lista di Forza Italia nel proporzionale, nella circoscrizione Sicilia 1, grazie al sostegno di Gianfranco Miccichè, presidente dell'Assemblea regionale siciliana. Nella mia carriera sono stata dirigente alla Regione Sicilia, responsabile dello sportello internazionalizzazione. E commissario straordinario per l’Ente fiera di Messina».

Lei è una stakanovista al Senato: è stata assente solo a una seduta. Come ha raggiunto questo record?
«Sono stata assente solo alla seduta di fiducia al governo Conte. Ed era un’assenza giustificata perchè ho subito un intervento chirurgico»

Senatrice lei ha un nome molto particolare - Urania - come mai?
«È un nome greco della tradizione classica (è il nome della musa dell’astronomia, dell'astrologia e della geometria, ndr). Mio padre è uno studente greco arrivato in Sicilia per studiare quando non c’erano problemi a venire in Italia per i giovani stranieri. Poi si è naturalizzato e ha sposato mia madre».

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