VERSO LE EUROPEE

Chi è Vincenzo Sofo, il «talebano» che Salvini vuole mandare in Europa

di Riccardo Ferrazza


Salvini: io commissario Ue? Voglio fare il ministro a lungo

3' di lettura

È considerato uno degli artefici della svolta sovranista della Lega ma è famoso soprattutto per essere il fidanzato di Marion Le Pen, nipote della leader del Front National. Ora per Vincenzo Sofo, classe 1986, milanese figlio di calabresi, fondatore del blog «Il Talebano» (sottotitolo: “Come si fa una destra”) e tra gli animatori del laboratorio politico collegato “Mille voci”, potrebbero aprirsi le porte del Parlamento europeo: il leader della Lega, Matteo Salvini, sarebbe intenzionato a candidarlo nella circoscrizione Sud alle elezioni del 26 maggio.

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Le tesi «talebane»

«Il primo contatto con Salvini - ha raccontato Sofo, una laurea in Economia alla Cattolica di Milano - avvenne nel 2009, quando era consigliere comunale». Ma la svolta arrivò nel 2013 quando «in un convegno sull’identità per la prima volta Matteo pronuncia le parole “sovranità” e “nazione”» e «dice che la Lega deve avere un progetto anche per il Sud». Le “linee guida del pensiero talebano” sono oggi riassunte in un decalogo pubblicato sul sito che va dal «combattere il progresso economico e sociale degli ultimi venti anni che ha portato alla disgregazione dei popoli e alla morte dello spirito comunitario e sociale» a «porre la famiglia, primo fulcro del sistema comunitario al centro della società»; nel mezzo altri imperativi come «opporsi alla globalizzazione in ogni sua forma conosciuta» e «dichiarare fallita la democrazia rappresentativa dei partiti e dei sindacati, lanciando la sfida per una democrazia delle élite».

Istanze sovraniste
Sofo, già consigliere del Municipio 6 di Milano («Voglio fare di Lambrate la New Orleans d’Europa, una sorta di distretto del jazz» disse in campagna elettorale), prima di avvicinarsi al Carroccio era un militante della Destra di Francesco Storace, di cui è stato responsabile giovanile milanese (il padre era un «missino di vecchia scuola»). «Eravamo di destra ma strani» ha ricordato lui stesso parlando dei tempi della fondazione del blog “Il Talebano” (oggi diretto dall’anti-evoluzionista Fabrizio Fratus, ex dirigente della Fiamma Tricolore), il progetto che ha accompagnato Salvini «nella svolta culturale/politica per portare le istanze sovraniste al governo del nostro Paese». Dal blog è poi nato il laboratorio Mille patrie il cui atto fondativo è considerato un convegno del 2015 a cui parteciparono Salvini (ovviamente), l’allora europarlamentare leghista e oggi ministro per la Famiglia Lorenzo Fontana , il giornalista Pietrangelo Buttafuoco (intellettuale di riferimento, insieme a Massimo Fini a cui il nome “talebano” si ispira e al teorico della nuova destra francese Alain de Benoist) e delegazioni del movimento di estrema destra francese Bloc Identitaire (oggi solo “Les Identitaire”) e di quello tedesco xenofobo Pegida (acronimo di Patriotische Europäer gegen die Islamisierung des Abendlandes, cioè Europei patrioti contro l’islamizzazione dell’Occidente). L’obiettivo dichiarato di Sofo è creare «un fronte identitario italiano» che comprenda oltre alla Lega anche Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni. A questo scopo, nel 2017, Sofo organizza a Firenze «il primo evento politico congiunto delle due forze».

Il blitz per i Bronzi di Riace
Nato «da sangue 100% calabrese», Sofo si fece notare nel 2014 per un’azione dal gusto dannunziano nella terra d’origine dei suoi genitori. Per sostenere la protesta di Vittorio Sgarbi contro il parere negativo espresso dalla commissione istituita dall’allora ministro Dario Franceschini alla richiesta di portare a Milano per l’Expo i Bronzi di Riace, il leghista si mise alla testa di un gruppo di giovani che si presentò al Museo archeologico nazionale di Reggio Calabria per inscenare il rapimento simbolico delle statue dei due guerrieri ritrovate da un sub amotoriale romano nel 1972 sul fondale marino.

Fidanzato di Le Pen
E la relazione con Marion Maréchal-Le Pen, figlia della sorella di Marine Le Pen (Yann) e nipote del fondatore del Front National, Jean-Marie? La coppia fu “scoperta” la scorsa estate quando, dopo aver partecipato alla kermesse “Liguria d’autore” (progetto culturale ideato dal giornalista Gianluigi Nuzzi e diretto dalla società Visverbi, come si legge sul sito) furono fotografati in spiaggia ai Bagni Ivana. L’incontro fatale risale, però, a due anni prima quando Marion Le Pen fu invitata a un convegno proprio con Salvini. Nel 2017 Marion, la più giovane parlamentare della storia della Francia repubblicana, si è ritirata dalla politica per dedicarsi a progetti privati (un’accademia di scienze politiche a Lione) e alla famiglia (ha una figlia, Olympe, avuta dal primo matrimonio con Matthieu Decosse). Qualche tempo dopo ha annunciato la sua intenzione di abbandonare la parte del cognome che aveva aggiunto a quello paterno: solo Maréchal, non più Le Pen.

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