fu monitorato dall’intelligence

Chi è Youssef Zaghba, l’italo-marocchino terzo terrorista di London Bridge

Ivan Cimmarusti

Youssef Zaghba, il terzo da sinistra, è uno dei killer di Londra. Di nazionalità italiana, ha origine marocchine

2' di lettura

La Procura di Bologna ha aperto un fascicolo di indagine sulla rete italiana a supporto dell’attentato londinese. Ed è atteso un dossier dell’antiterrorismo. Il terzo terrorista ucciso dopo l’attentanto al London Bridge è, infatti, un italo marocchino. Si chiama Youssef Zaghba, 22 anni, e fu fermato a marzo 2016 all’aeroporto di Bologna, città da cui stava per prendere un volo diretto a Istanbul.

Il fermo a Bologna nel 2016
Fermato perché sospettato di voler aderire allo Stato Islamico, bloccato mentre era in procinto di partire per la Turchia. Sul suo cellulare furono trovate immagini che potevano far supporre un suo legame col terrorismo internazionale. Per questo la Digos di Bologna eseguì un fermo di polizia con l’ipotesi di terrorismo internazionale. Il fermo poi fu revocato e Youssef Zaghba non è stato espulso in quanto titolare di passaporto italiano. La madre dell’uomo risiede regolarmente a Bologna. Il giovane fu fermato in circostanze sospette: aveva con sé solo un piccolo zaino, il passaporto e un biglietto di sola andata per la Turchia.

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Il procuratore Giovannini lo fece fermare
Il giovane, padre marocchino attualmente in patria e madre italiana, fu controllato agli imbarchi e non diede spiegazioni sulle ragioni del suo viaggio né sulla sua destinazione, anzi iniziò ad agitarsi. Fu avvisato il procuratore aggiunto Valter Giovannini, all’epoca coordinatore del gruppo Terrorismo della Procura, che intervenne direttamente affinché il giovane non fosse fatto imbarcare, in attesa di approfondimenti. La madre, che vive ancora a Bologna, interpellata dagli inquirenti riferì che il figlio le aveva detto di essere partito per Roma. La Procura dispose il sequestro del passaporto, del cellulare e del pc a casa, dove fu fatta una perquisizione.

Fu monitorato dall’intelligence e un appunto fu mandato a Londra
Non emersero elementi particolari, se non qualche documento di carattere religioso, scaricato da siti fondamentalisti. Il giovane, che perse il volo, fu poi rilasciato. Dopo l’episodio di Bologna Zaghba fu monitorato dall'intelligence e risulta non aver vissuto in Italia stabilmente, anzi la sua presenza fu limitata a brevi periodi per visite. Per il resto ci furono spostamenti tra il Marocco e l'Inghilterra. Dopo il fermo di Bologna dai servizi italiani fu mandato un appunto a quelli londinesi.

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