mostra

Chi ha paura del disegno?

di Ada Masoero

2' di lettura

«Chi ha paura del disegno?» si domanda, ironicamente, il titolo della mostra che dal 23 novembre al 24 febbraio presenta nel Museo del Novecento un centinaio di opere su carta del ‘900 italiano raccolte dal milanese Pino Rabolini in molti anni di silenziosa ricerca. Obiettivo del collezionista, scomparso prematuramente nello scorso agosto, era restituire al disegno, e al lavoro su carta in generale, la dignità di opera d'arte autonoma; specie in Italia, dove si tende a considerarlo sussidiario rispetto alla pittura o alla scultura.

Lui invece lo prediligeva poiché leggeva in esso il momento esatto in cui l'idea, libera dai condizionamenti del pubblico e del mercato, passa dalla mente alla mano dell'artista. Ne raccolse 600, di 110 artisti italiani, cento dei quali (tutti preziosi per qualità, rarità, significato storico) sono stati riuniti da Irina Zucca Alessandrelli, curatrice della collezione, in questa prima esposizione pubblica di una raccolta sempre custodita gelosamente dal collezionista (la raccolta non porta nemmeno il suo nome ma si chiama Ramo).

Loading...
I disegni dalla collezione Rabolini al Museo del ’900

I disegni dalla collezione Rabolini al Museo del ’900

Photogallery17 foto

Visualizza

Riservatissimo, Rabolini (cui si deve anche il restauro, di ormai prossima inaugurazione all'Ambrosiana, del cartone della Scuola d'Atene di Raffaello) è stato il fondatore e il designer di Pomellato, un'eccellenza del «made in Italy», da lui ideata negli anni '60 per offrire al pubblico gioielli «pret-à-porter», con pietre dal valore accessibile ma con un design raffinato e contemporaneo. Intanto collezionava lavori su carta di soli autori italiani («volevo dimostrare che la nostra arte del secolo scorso non è seconda a nessuno», disse in una rarissima intervista al “Sole 24 Ore”) e quando, nel 2013, vendette l'azienda al Gruppo Kering-Pinault, il collezionismo divenne il suo primo impegno. Da sempre appassionato disegnatore ma consapevole di non avere un talento pari alle sue attese («sapevo disegnare un gioiello, certo, ma era ben diverso dall'essere un vero artista»), decise di valorizzare i disegni degli artisti italiani del XX secolo, dalle avanguardie storiche alle soglie della contemporaneità: in mostra, divisi in quattro sezioni, scorrono così lavori su carta che da Boccioni, con lo straordinario «Controluce», 1910 (la sua ultima acquisizione) giungono a Paolini, passando per Agnetti, Boetti, Burri, Castellani, Fontana, Mauri, Melotti, Pascali, Savinio, Schifano, Wildt e molti altri, con rarissimi disegni dei maestri dell'Arte Povera. La mostra (catalogo Silvana) è accompagnata da un video di Virgilio Villoresi e supportata da numerose attività didattiche (www.chihapauradeldisegno.it).

Riproduzione riservata ©

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti