la scadenza

Chi paga e chi no l’acconto Imu (e con quali aliquote va calcolata l’imposta sulla casa)

di Pasquale Mirto


Imu e Tasi, rischio aumento nell'80 per cento dei Comuni

2' di lettura

Lunedì 17 giugno scade la rata di acconto Imu 2019, ma non per tutti. Nulla deve essere versato se si possiedono fabbricati rurali strumentali, immobili merce, abitazioni principali o quelle assimilate per legge a quella principale (come le abitazioni possedute dai cittadini italiani residenti all’estero, le unità immobiliari appartenenti alle cooperative edilizie a proprietà indivisa, gli alloggi sociali, la casa coniugale assegnata dal giudice della separazione, un immobile posseduto dal personale appartenente alle forze armate) o per regolamento comunale (abitazioni di anziani e disabili che hanno acquisito la residenza in istituto di ricovero).

Le dieci cose a cui fare attenzione

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L’esclusione dal versamento per le abitazioni principali non opera però se sono di lusso, identificate dalle categorie catastali A/1, A/8 e A/9, per le quali l’acconto va calcolato in base all’aliquota per abitazione principale, utilizzando anche la detrazione di 200 euro.

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I Comuni, da quest’anno, hanno riacquistato la facoltà di aumento delle aliquote, ma in sede di acconto non è necessario applicare le nuove, perché l’importo va calcolato considerando le aliquote dell’anno prima. Invece per il saldo occorrerà fare i conteggi con le nuove aliquote, versando eventualmente anche il conguaglio sull’acconto.

Come calcolare l’importo

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Se l’immobile ha subito delle modifiche catastali, a seguito di interventi di costruzione o ristrutturazione, è necessario verificare la rendita catastale, perché questa potrebbe essere stata rettificata dall’agenzia delle Entrate. Spesso accade che, a fronte dell’acquisto di una nuova abitazione, la rettifica delle rendita venga inviata all’impresa costruttrice che ha effettuato l’accatastamento e questa poi non la comunichi all’acquirente.

Se si è comperato l’immobile nel corso del 2019 occorre sapere che la rata di acconto è pari alla metà dell’imposta dovuta nell’anno, ma questo presuppone che il contribuente sappia cosa succederà da qui a dicembre, con il rischio magari di dover versare più del dovuto se l’immobile sarà venduto. In questi casi è possibile comunque effettuare un versamento pari all’Imu maturata nel primo semestre, considerando che il mese si computa per intero se il possesso si è protratto per almeno 15 giorni.

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Spesso accade che il contribuente sia chiamato a pagare importi di modesta entità, come nel caso di possesso di un doppio garage, visto che solo uno può essere considerato pertinenza dell’abitazione principale. In queste situazioni va verificato qual è l’importo minimo di versamento deliberato dal Comune. Se nulla è stato previsto, allora per legge l’ammontare è pari a 12 euro. Tale importo è però riferito all’imposta annuale, sicché se un contribuente, ad esempio, deve un Imu di 14 euro annuali, può saltare la prima rata di 7 euro (inferiore al minimo) e versare tutto a saldo.

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