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Chi sono oggi le Eroidi? Otto scrittrici “riscrivono” Ovidio

Otto scrittrici, Antonella Lattanzi, Valeria Parrella, Ilaria Bernardini, Veronica Raimo, Chiara Valerio, Caterina Bonvicini, Michela Murgia e Teresa Ciabatti, fanno rivivere otto donne, otto figure del mito: è la raccolta di racconti pubblicata da HarperCollins dal titolo «Le Nuove Eroidi».

di Serena Uccello


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2' di lettura

In una recente intervista la scrittrice turca Elif Shafak dice: «I diritti delle donne sono sotto attacco in molte parti del mondo, stanno subendo un forte contraccolpo. C’è un grande bisogno di sorellanza, di solidarietà a livello globale». Un “appello” che deve aver colpito nel segno a giudicare da quanto l’intervista dopo la pubblicazione è stata condivisa dai social media (uscita il 5 settembre gira ancora, come si dice in gergo), come a cogliere una urgenza, una necessità.

E forse risponde al tentativo di intervenire su questo bisogno la raccolta di racconti pubblicata da HarperCollins dal titolo «Le Nuove Eroidi», seguendo la suggestione dell’opera di Ovidio, otto scrittrici, Antonella Lattanzi, Valeria Parrella, Ilaria Bernardini, Veronica Raimo, Chiara Valerio, Caterina Bonvicini, Michela Murgia e Teresa Ciabatti, fanno rivivere otto donne, otto figure del mito. La voce di ognuna per una voce del passato e l’acuto più riuscito è quando la voce di oggi tenta l’azzardo, guarda oltre l’orizzonte, e tira fino a un passo dallo strappo la corda che lega passato e attualità. L’acuto cioè che nel urlo coglie l’universalità.

Antonella Lattanzi ci racconta Fedra e per farlo mette in scena un “processo” : questa nuova Fedra è una giovane donna che in una lunga confessione svela la sua colpa temendo solo il “giudizio” dei suoi figli . La Medea di Teresa Ciabatti è una madre che nella provincia maremmana salva i figli, in modo soprendente. Nelle pagine di Ilaria Bernardini il dramma di Ero e Leandro diventa la tragedia di chi attraversa il Mediterrano su un barcone nel Mediterraneo. E ancora Veronica Raimo ci mostra Laodamia impegnata in una chat erotica con il fantasma di Protesilao. Qui Protesilao è un fotografo di guerra, qui l’ossessione d’amore è il sesso virtuale. Chiara Valerio porta la narrazione all’epoca del mito e riscrive il dramma di Deianira: cos’è che ha veramente provocato la follia di Ercole? Valeria Parrella, invece, sposa il punto di vista di Didone, in una lunga invettiva contro il pavido Enea. Michela Murgia, infine, dà voce a Elena, perché «quando bellezza e guerra diventano sinonimi, non c'è più differenza tra ammirare e prendere di mira».

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