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Chianti Classico e Mps, sostegno finanziario con il vino come garanzia

Ai produttori che coprono l’intera filiera sarà concesso un prestito garantito dal vino prodotto da uve di proprietà preferibilmente dell'ultima annata.

di Giorgio del’Orefice

Record Italia per export vino nonostante Covid-19

Ai produttori che coprono l’intera filiera sarà concesso un prestito garantito dal vino prodotto da uve di proprietà preferibilmente dell'ultima annata.


2' di lettura

Prime soluzioni all'emergenza liquidità per le cantine italiane. A metterla in campo il Consorzio di tutela del Chianti Classico Docg che, insieme al Monte dei Paschi di Siena, sta predisponendo un piano di sostegno per i propri soci che potrà contare su varie tipologie di misure. La prima e anche quella più innovativa è la convenzione che sarà a breve formalizzata e che istituisce il pegno rotativo per i prodotti agroalimentari Dop e Igp.

In sostanza ai produttori sarà concesso un prestito garantito dal vino prodotto esclusivamente da uve di proprietà preferibilmente dell'ultima annata. Quindi lo strumento è rivolto a chi copre l'intera filiera e non anche ai soli imbottigliatori. Il prestito sarà per un importo pari all'80% del prezzo medio delle mercuriali pubblicate dalla Camera di commercio.

Lo strumento prevede inoltre, aspetto tutt'altro che secondario, che la proprietà del vino non si trasferisce ma resta in capo al viticoltore.Lo strumento messo a punto dal Consorzio del Chianti Classico e Mps dà seguito a quanto previsto dal Decreto Cura Italia che ha definito la cornice di norme per applicare questo modello di garanzia creditizia ai prodotti a denominazione d'origine compreso il vino. Di fatto viene così estesa anche al settore vitivinicolo una tipologia di intervento che finora era rimasta confinata, nell'ambito agroalimentare, quasi esclusivamente ai prosciutti e ai formaggi Dop.

«A tutela del creditore – spiegano al Consorzio del Chianti Classico – concorrono positivamente la sostanziale stabilità di valore del vino Gallo Nero, forte di una domanda non fluttuante e non speculativa, e la qualità associata a un marchio noto e apprezzato in tutto il mondo».Il coinvolgimento ed il sostegno di Mps assegnano un valore importante al territorio del Chianti Classico e confermano il profilo di prodotto di pregio del vino Chianti Classico, affiancando il Consorzio nel percorso intrapreso di valorizzazione della denominazione».

«Questo strumento – ha aggiunto il presidente del Consorzio del Chianti Classico Docg, Giovanni Manetti – potrebbe rivelarsi essenziale per superare un periodo di difficoltà e poter serenamente tornare sui mercati di tutto il mondo. In questo momento dare una concreta possibilità di concentrarsi sugli aspetti produttivi e sulla piena ripresa dell’attività commerciale è a favore di tutta la denominazione e di tutto il tessuto socio-economico del territorio del Chianti Classico, di cui la produzione enologica è driver essenziale. L'obiettivo che ci poniamo è quello di produrre il miglior vino della nostra carriera di viticoltori: che sia questo il ricordo che ci porteremo appresso tra qualche anno, quando apriremo delle eccezionali bottiglie della vendemmia 2020».

Con l'iniziativa targata Chianti Classico e Mps si rafforza quindi anche il fronte delle misure creditizie per fronteggiare l'emergenza allargando così il raggio degli interventi anticrisi che non possono certo esaurirsi agli soli strumenti coperti dal bilancio dello Stato o comunitario come la distillazione di crisi e la vendemmia verde che operano solo sul fronte della riduzione dell'offerta e sono destinati ad avere un impatto diretto soprattutto sulla fascia medio bassa della produzione vinicola italiana lasciando così scoperto l'universo delle etichette Dop e Igp. Con il pegno rotativo questa lacuna comincia a essere colmata.


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