Arte e territorio

Chiantissimo a San Casciano in Val di Pesa un contenitore di arte contemporanea

In un percorso inedito tra le vie del paese il curatore Davide Sarchioni ha messo in dialogo le nuove opere con quelle del passato

di Maria Adelaide Marchesoni

4' di lettura

L'arte pubblica torna dopo una lunga pausa a San Casciano in Val di Pesa con Chiantissimo, un contenitore di arte contemporanea con la curatela di Davide Sarchioni che sarà possibile visitare fino al 5 settembre. Ideato dall'associazione Accaventiquattro Arte il progetto ha avuto il fondamentale supporto dell'amministrazione locale. «San Casciano – racconta Roberto Ciappi, sindaco della cittadina – festeggia la ripartenza dopo il difficile 2020 e si trasforma in un museo a cielo aperto in un percorso inedito tra le vie del paese, dall’arena entro le mura alle tre torri del centro storico, il Teatro Niccolini, la Torre dell’orologio e la Torre panoramica del Chianti, agli spazi espositivi del Museo d’arte Giuliano Ghelli. Tante sedi – prosegue il sindaco - deputate alla costruzione di nuove forme di linguaggio, diffuse e partecipate, dedicate all’arte contemporanea in collaborazione con le grandi ville e le aziende del nostro territorio».

Gli artisti

Se nel 1996 quando Fabio Cavallucci e Sergio Bettini avevano ideato la rassegna Tusciaelecta nel contesto urbano erano state inserite opere di artisti di richiamo internazionale, al contrario, il curatore Davide Sarchioni, per la prima edizione di Chiantissimo, ha voluto invitare quattro artisti italiani Antonio Barbieri, il duo Antonello-Ghezzi, Simone Gori e Matteo Nasini e farli “lavorare” sul territorio al fine di «riuscire a trovare profonde connessioni con il contesto storico e sociale del luogo ricercando uno scambio attivo e interattivo con il pubblico» come ha dichiarato lo stesso curatore.
Queste nuove opere si inseriscono perfettamente in un percorso artistico che riscopre e valorizza anche quelle del passato, come il cervo “sentinella” di Mario Merz, scultura situata sulle mura del borgo seguita dalla nota progressione Fibonacci al neon, o le sculture di Mauro Staccioli, la prima situata all’ingresso della città, tre steli in acciaio corten, alti 15 metri, di grande impatto visivo, e la seconda, originaria in ferro e cemento, ma nel 2008 per problemi strutturali sostituita da una di identiche dimensione in acciaio corten, situata in una radura nel rilassante paesaggio chiantigiano in prossimità della Torre di Luciana. Inoltre gli spazi del Museo Giuliano Ghelli accolgono altre opere degli artisti invitati che si inseriscono a pieno titolo nella collezione permanente di arte antica del museo. Ma non solo. La manifestazione ha permesso di restaurare e sistemare in un luogo più adatto l’opera «The end of second act» di Perino & Vele (da Peola Sismondi le opere vanno da 4.000 fino a 100mila per le grandi installazioni) realizzata per il progetto Tusciaelecta del 2007 e che in questa occasione è stata recuperata trovando una nuova collocazione sulle antiche mura cittadine, tornando così a far parte del circuito di arte pubblica di San Casciano.

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Gli itinerari contemporanei di Chiantissimo

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Le opere site-specific

Attira l'attenzione l'opera di Matteo Nasini (Roma, 1976; da Clima Gallery Milano i suoi lavori sono in vendita a partire da 2.500 e fino a 16.000 euro) «Nel dolce tempo» una treccia tessile lunga 18 metri, costituita da 250 Km di filo di lana, realizzata con la collaborazione dei cittadini di San Casciano in val di Pesa. L'opera a forma di treccia trae materia e ispirazione dal mondo delle fiabe e l'artista per realizzarla ha voluto coinvolgere numerosi volontari e abitanti del luogo «per riproporre metaforicamente la consuetudine del raccontare oltre a far riflettere su un presente da riconquistare soprattutto in seguito alle chiusure legate all'emergenza pandemica attraverso la creatività e l'immaginazione» come ha sottolineato il curatore. «La partecipazione dei cittadini – dichiara Fiammetta Poggi di Accaventiquattro Arte – alla realizzazione dell'opera è stato di fatto un atto performativo rendendo in questo modo l'arte contemporanea un momento più popolare e non solo di nicchia». L'intervento di Antonio Barbieri (Rho, 1985; da La Linea Arte Contemporanea di Montalcino le sue sculture partono da 1.500 euro, i coralli grandi simile a quello in mostra 8.000 euro; le sculture in stampa 3D da 2.000 euro) è stato effettuato nell'anfiteatro di Piazza Samonà con la scultura «La natura delle forme (corallo)» che prende ispirazione dal libro «Kunstformen der Natur» (Le forme artistiche della natura) del 1904 che comprende una raccolta di 100 litografie e stampe autotipiche del biologo tedesco Ernst Hëckel, rappresentanti diversi organismi, sia vegetali, sia animali, molti dei quali descritti per la prima volta. «L'artista – racconta il curatore - ha elaborato un lavoro che nasce dalla personale ricerca formale tesa all'utilizzo di materiali poveri e tecniche appartenenti all’industria e alla progettazione tridimensionale». Il duo Nadia Antonello e Paolo Ghezzi, coppia di artisti bolognesi che lavora insieme dal 2009 (in galleria ME Vannucci di Pistoia le loro opere presentano un range di prezzo compreso tra 2.000 a 15.000 euro), ha presentato «Segnaletica per sognatori», posizionato sotto e sopra la Torre dell'Orologio, nel cuore storico di San Casciano. «l progetto site specific – spiega Sarchioni – si articola in tre momenti distinti ma complementari «Via libera per volare», un semaforo perennemente acceso e illuminato da una luce blue, «Tenere la testa tra le nuvole» e «Shooting stars», una lunga striscia led, collegata ad un link che cattura la caduta delle stelle cadenti». Infine con un ascensore panoramica si sale sulla Torre del Chianti, alta 34 metri, realizzata negli anni Cinquanta e oggi esempio di archeologia industriale, per ammirare l'opera «Somnium mundi» di Simone Gori che si compone di due figure in acciaio specchiato sovradimensionate rappresentate nell’atto di dormire, distese su un prato ricreato sulla terrazza (le grandi installazioni sono in vendita a 10.500 euro, 2.000 euro per l'opera in ceramica «Alveus»). L'installazione crea una dimensione surreale, le figure riflettendo il cielo si tramutano in immagini divine, appartenenti ad un mondo onirico.

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