intervista

Chiapparoli (Barclays): «L’ingresso dello Stato nelle infrastrutture motore per ripartire»

Il country manager di Barclays per l'Italia: «Mantenere sotto controllo il virus e tornare a investire»

di Carlo Festa

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Il country manager di Barclays per l'Italia: «Mantenere sotto controllo il virus e tornare a investire»


3' di lettura

La situazione è difficile ma l’Italia ha la forza e le risorse per superare le complessità post-pandemia. «In questa fase sono due le priorità per far ripartire l’Italia - spiega Enrico Chiapparoli, country manager di Barclays in Italia, una delle banche estere con la maggiore tradizione tra i confini tricolori - da una parte è essenziale mantenere sotto controllo il virus, in quanto un secondo lockdown sarebbe un disastro per l'economia. È necessario mantenere aperto il Paese. La seconda priorità è investire: ad esempio, diventa rilevante investire in salute. Quando a marzo siamo stati colpiti da questo virus, i nostri numeri di posti letto in terapia intensiva erano inferiori a quelli di molti Paesi europei, in primo luogo della Germania. Poi c'è da colmare un gap infrastrutturale e tecnologico del Paese: sarà quindi necessario investire su infrastrutture fisiche e digitali».

Le partite d’autunno

Il tema delle infrastrutture resta quello più “caldo”, anche per il mondo finanziario: tante le partite aperte che vanno tutte in un’unica direzione. L’autunno si prospetta quindi particolarmente intenso perché potrebbero essere annunciate diverse operazioni, alcune di interesse pubblico come il riassetto di Aspi o il dossier della rete unica Open Fiber-Fibercop, con l'ingresso nella partita di gruppi di emanazione statale come come Cdp sia potenzialmente di gruppi privati esteri come Macquarie e Kkr. C’è poi il dossier Sia-Nexi, dove la stessa Cassa Depositi e Prestiti punta a creare un campione nel settore dei pagamenti digitali.

Lo Stato e gli investimenti

«L’ingresso dello Stato nelle partite finanziarie - continua Chiapparoli - da una parte può favorire la ripartenza degli investimenti. D’altra parte c’è anche da dire che l'attuale situazione geopolitica è complicata e ogni Paese al mondo vuole controllare bene dove finiscono le proprie aziende strategiche. Ogni qualvolta c’è un ribasso di Borsa nasce il timore che queste aziende vengano comprate da colossi esteri e i Governi intervengono: il Governo Italiano non fa eccezione a quanto sta avvenendo nel mondo. Ciò non significa che l'attività di acquisizione sia impedita ai gruppi esteri in toto, ma servono sicuramente tempi più lunghi per le necessarie autorizzazioni.

La spinta all’aggregazione

Sarà anche un periodo di grosse spinte al consolidamento nel settore delle fusioni e acquisizioni: «In alcuni settori il regolatore è favorevole al consolidamento, E in altri settori più colpiti dal Covid come turismo, crociere e voli aerei, la spinta all'aggregazione sarà una necessità. Con la crisi sanitaria l'attività delle imprese finalizzata a fusioni e acquisizioni si è temporaneamente bloccata per alcuni mesi ma adesso è ripartita. Tra luglio e agosto si è lavorato a diverse operazioni. Grazie alla politica monetaria, con tassi d’interesse ai minimi e con la decisione della Fed di prolungare questa politica, gli indici azionari sono tornati vicini ai massimi. E altre di natura privatistica come Telepass e Serie A. Barclays ha annunciato la prima operazione post-Covid già a maggio con la cessione di Permasteelisa ad Atlas Holding. Uno dei volani per le imprese che vogliono continuare a crescere e investire potrebbe essere la spinta del private equity, che è complementare alle imprese familiari. Si è visto come i fondi siano fondamentali per la crescita, per esempio, in storie come Golden Goose e Forgital che abbiamo finanziato negli ultimi mesi».

La ripresa degli sbarchi in Borsa

In autunno si attende anche la ripresa delle quotazioni a Piazza Affari: «Altrettanto importante sarà la ripresa delle quotazioni - dice Chiapparoli - a Piazza Affari. Negli Stati Uniti, per esempio, il mercato delle quotazioni si è ripreso, soprattutto per società del settore tecnologico, già da giugno; in Europa invece la ripresa delle quotazioni sta invece cominciando ora. Di recente a Londra abbiamo annunciato la quotazione di The Hut Group; un'operazione da quasi un miliardo di sterline per un retailer online che avrà una capitalizzazione di oltre 5 miliardi dopo la quotazione. In Italia, si è già quotata Gvs e si attende l’autunno per capire quali sono le altre possibili operazioni di fine anno o di inizio 2021».

L’Italia e i fondi europei

La ripartenza dei mercati finanziari, e quindi anche delle quotazioni borsistiche, non può prescindere da un miglioramento della situazione economica in Italia e in Europa. Le ultime previsioni sono state riviste in meglio dal ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri. «Se si guarda lo scenario macro in Italia rispetto all'Europa è evidente che questa crisi ha colpito tutti, chi prima e chi dopo. Le nostre previsioni sulla discesa del Pil nell’area euro evidenziano un -8%: nel dettaglio in Italia e Francia -9%, in Germania -5% e in Spagna il calo più marcato con un -12 per cento. L’Italia è dunque in media con l'Europa. La differenza ora sta tutta nella capacità di reagire: in Italia abbiamo un rapporto tra debito pubblico e Pil più alto degli altri Paesi europei. È quindi necessario andare a utilizzare tutti gli strumenti che l'Europa e i fondi europei hanno messo a disposizione».

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