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Chiara Boni sfila in Italia: «In crisi gli Usa, l’export fa rotta sull’Europa»

La stilista che per anni ha presentato le collezioni a New York ha scelto l’Hotel Augustus di forte dei Marmi per una sfilata “in presenza”

di Silvia Pieraccini

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(Riccardo Giordano)

La stilista che per anni ha presentato le collezioni a New York ha scelto l’Hotel Augustus di forte dei Marmi per una sfilata “in presenza”


2' di lettura

Un solo colore, quello della sabbia, e un solo tessuto, l'amato jersey, per 26 capi ispirati a un'eleganza senza tempo. Chiara Boni rimescola le carte e, nell'anno tremendo del Covid e della flessione dei fatturati e dei mercati, decide di fare una sfilata donna in Italia, e non più a New York come accaduto nelle ultime nove stagioni, e di renderla speciale per luogo, modalità, invitati.
La location è la spiaggia di sabbia fine del resort Augustus di Forte dei Marmi, cinque stelle dalla storia gloriosa che comprende la Villa Agnelli rifugio di villeggiatura della famiglia di industriali, all'ora del tramonto e dei colori mozzafiato, con la scenografia naturale delle Alpi Apuane. «È un luogo del cuore, quello della mia infanzia, che coniuga la libertà di stare insieme senza troppe costrizioni», dice Chiara Boni riferendosi alle norme anti-Covid che le hanno impedito di volare negli Stati Uniti e di invitare i preziosi buyer americani, collegati però in streaming, buyer che nel 2019 le hanno assicurato il 70% del fatturato. Quello pre-Covid è stato un altro anno di crescita per l'azienda, +12% i ricavi arrivati a 24 milioni con un margine operativo lordo del 23% spiega Maurizio Germanetti, socio al 50% della stilista fiorentina nella Chiara Boni & sons.

Quest'anno la flessione del fatturato sarà di circa il 40%, come gran parte del mondo della moda. È anche per questa fase storica, e per le conseguenze che sta causando, che la sfilata fortemarmina della linea ‘La petit robe' primavera-estate 2021 ha voluto essere intima, semplice, funzionale. «È un'eleganza senza tempo, un ‘Vestivamo alla marinara' di oggi», dice Chiara Boni riferendosi al romanzo autobiografico di Susanna Agnelli ambientato in parte proprio qui, nella tenuta sul mare del Forte.

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La collezione Petit Robe di Chiara Boni, “inno al Vestivamo alla marinara”

La collezione Petit Robe di Chiara Boni, “inno al Vestivamo alla marinara”

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La collezione è stata ridotta «perché immaginavo che i clienti che hanno ancora i magazzini pieni non avrebbero comprato tanti capi», aggiunge. Il tessuto-principe è ancora il jersey stretch ‘Sensitive' prodotto dalla varesina Eurojersey, utilizzato dalla stilista fin dal 2008, quando ricomprò il marchio dal Gft e «ripartendo da sola – spiega - fui costretta a fare una cosa molto semplice: per me l'elasticità è sempre stata importante perché consente di fare capi sartoriali senza dover fare il ‘su misura'».Chiara Boni ha scelto di aprire la sfilata a pochi invitati, perlopiù stampa e influencer. Seppur intima, è una delle prime sfilate “in presenza” che segnano la ripartenza del settore in Italia.

Per un'azienda votata all'export (92% del fatturato) e concentrata in Usa, ora si tratta di trovare nuovi equilibri e nuovi mercati: «Stiamo facendo azioni di prodotto e commerciali in altri Paesi, a partire da quelli europei – spiega Germanetti – l'esperienza che abbiamo su un mercato difficile come gli Stati Uniti ci aiuta, anche se ci vorrà tempo. L'obiettivo a medio termine è la Cina, ma lì è fondamentale trovare il partner giusto». Intanto, proprio per venire incontro alle esigenze di questo periodo, Chiara Boni ha appena lanciato una linea leisure formata da capi confortevoli e leggeri, realizzati sempre in jersey, che mischiano casual e carattere, con effetti laminato, silver o bronze.

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