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Tod’s torna ai volumi pre Covid, Chiara Ferragni resta in cda (ma non è più indipendente)

A causa di una prestazione occasionale di servizi pubblicitari, l’influencer perde il requisito. La società torna all’utile nel semestre

di Giulia Crivelli

Chiara Ferragni: “Non solo impresa, sui social anche per parlare di salute mentale”

2' di lettura

In attesa di aggiornamenti sull’Opa annunciata il 3 agosto e finalizzata al delisting, il gruppo Tod's archivia un semestre di forte ripresa, con ricavi saliti a 467,5 milioni, in crescita del 17,4% sul periodo gennaio-giugno 2021, sopra le attese degli analisti e superiori ai livelli pre Covid del 2019. Altrettanto positivi gli indici di redditività: l’ebitda è arrivato a 90,6 milioni pari al 19,4% dei ricavi, l’ebit a 17,7 milioni (nel 2021 era stato negativo per 2,7 e il consensus degli analisti era di 9 milioni), con un risultato netto è di 0,8 milioni.

Il 22 agosto Diego Della Valle, presidente e amministratore delegato del gruppo, ha presentato alla Consob il prospetto illustrativo relativo all’Opa volontaria da 338 milioni (si veda Il Sole 24 Ore del 4 agosto) per ricevere l’autorizzazione a procedere e secondo alcuni analisti l’operazione che porterebbe all’addio da Piazza Affari – dove Tod’s è quotata dal 2000 – potrebbe iniziare alla fine di questo mese per concludersi entro novembre. Opa a parte, sul secondo semestre del gruppo – che oltre al marchio principale ha in portafoglio Hogan, Fay e Roger Vivier – pesano tutte le incognite sottolineate da molti altri marchi e gruppi dell’alta gamma, a partire dai lockdown in Cina, primo mercato dei prodotti di lusso personale insieme agli Stati Uniti. Nel primo semestre i due mercati hanno avuto andamenti divergenti: le Americhe sono cresciute del 49%, la Greater China ha perso il 13%. Trend molto positivo anche per i ricavi riconducibili all’Italia (+23% a 109,5 milioni) e per l’Europa (+37% a 102,5 milioni).

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Il cda di ieri ha inoltre preso atto della dichiarazione di Chiara Ferragni, membro del consiglio di amministrazione Tod’s dall’aprile 2021, in ordine al venire meno dei requisiti per poter essere qualificata indipendente, come deve essere secondo la corporate governance, «in ragione di una prestazione occasionale di servizi pubblicitari a favore della società», si legge nel comunicato ufficiale. L’imprenditrice digitale non uscirà però dal cda, continuerà a farne parte come «membro non indipendente».

Tornando ai risultati del primo semestre, Diego Della Valle ha detto di essere soddisfatto sia dei ricavi sia del recupero di redditività, ma sul futuro a breve ha spiegato: «Prestiamo la massima attenzione all’evoluzione dei costi legati all’energia, alla logistica e alle materie prime e riteniamo prioritari la razionalizzazione e l’efficientamento della rete distributiva e lo sviluppo dell’omnicanalità, con l’obiettivo di una crescita dei fatturati like-for-like e a più alto margine». Tra i marchi, a crescere di più è stato Tod’s (+24% a 233,5 milioni), seguito da Hogan (+18%) e Fay (+17%). Da segnalare il risultato di Roger Vivier, secondo brand per fatturato e primo per posizionamento, per molti anni “lepre del gruppo”: nonostante la forte esposizione in Cina, ha chiuso il semestre in crescita del 5% a 118,7 milioni.

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