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Chiara Ferragni: «Non solo impresa, sui social anche per parlare di salute mentale»

Con l’iniziativa Pantene per le imprese al femminile l’influencer ha premiato Unobravo, startup di psicologia on line: «Le nuove generazioni portano la realtà sui social, mostrare le proprie debolezze è la vera forza»

di Alessia Tripodi

Chiara Ferragni: “Non solo impresa, sui social anche per parlare di salute mentale”

3' di lettura

«I social sono sempre di più anche un luogo per parlare di salute mentale. Le nuove generazioni stanno portando la realtà sulle piattaforme: si mostrano con le proprie debolezze e fragilità e le trasformano in un punto di forza, e questo è bello, è potente». Non ha dubbi Chiara Ferragni, regina dei social e imprenditrice digitale da oltre 27 milioni di follower, che a Milano ha raccontato gli obiettivi di empowerment femminile raggiunti con la campagna “Forti Insieme” di Pantene per il sostegno delle imprese guidate da donne. E lo ha fatto in un talk con Valeria Consorte, Vice President Beauty Care P&G Italia, e Danila De Stefano, ceo di Unobravo, la startup di psicologia on line che si è aggiudicata la donazione da 75mila euro nella prima call del progetto Pantene. Un’occasione per parlare di lotta al gender gap, quindi, ma anche di salute mentale.

Basta perfezione, anche sui social la fragilità è forza

«La mia generazione era quella che sui social cercava di apparire sempre più bella, più brava, mentre ora i giovani della Gen Z parlano molto più apertamente e non hanno paura di mostrarsi imperfetti, di condividere i problemi di salute mentale e cercare aiuto negli altri». Dal vivo Chiara Ferragni è bellissima, ma soprattutto autentica, e la sua voce sembra quasi sollevata quando parla di abbandonare la perfezione, di mostrarsi fragili e imperfetti anche nelle “vetrine” virtuali dei social network, di andare in terapia. «Quando parlavo di psicologo sui social mi sentivo un’eroina - racconta Ferragni - e questo perchè in Italia il tema non è ancora sdoganato, c’è ancora un tabù da normalizzare». Ma anche lei ha avuto bisogno dell’aiuto di uno specialista: «All’inizio ho sofferto di sindrome dell’impostore, pensavo di non meritare il successo, ma ora conosco il mio valore e non mi spaventa più nulla, nemmeno gli haters». «Sono sempre stata una maniaca delle liste - confessa ancora Ferragni - e adesso ho imparato a fare le liste non solo delle cose da fare, ma anche degli obiettivi raggiunti, perchè è importante premiarsi e riconoscere i propri meriti».

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La “sorellanza” contro il gender gap

Autostima e consapevolezza di sé sono anche un’arma contro il gender gap. «Insieme le donne sono più forti - ha detto Chiara Ferragni - riescono ad emergere, a costruire. La sorellanza ha questo enorme potere, rende ognuna di noi più consapevole delle proprie capacità e sicuramente più determinata. Anche attraverso i social vedo sempre più questo bisogno di sorellanza e unione, e il web rappresenta uno strumento che fa community anche in questo». Ma il fatto che siano le donne quelle più spesso costrette a sacrificare le proprie aspirazioni professionali dipende «dalla società in cui siamo cresciuti - dice Ferragni - che pensa che la donna debba occuparsi di tutto, figli, casa, famiglia» mentre «io e mio marito Federico (Fedez, ndr) ci dividiamo tutti i compiti al 50%, è così che dovrebbe essere».

Da P&G 10 miliardi $ entro il 2025 per le imprese femminili

«Alla prima call Pantene di Forti Insieme abbiamo ricevuto più di 1700 candidature da parte di start up femminili e questo vuol dire che c’è un gran fermento in atto nell’imprenditoria femminile, dove non mancano preparazione e capacità, ma piuttosto pari opportunità e azioni concrete» ha detto Valeria Consorte di P&G Italia, annunciando che P&G «investirà 10 miliardi di dollari entro il 2025 nelle imprese guidate da donne». E aver premiato un’impresa come Unobravo, che con un team di 2mila psicologi offre sedute terapeutiche on line, vuol dire anche «promuovere l'importanza del benessere psicologico», dice Consorte.

Con la donazione di 75mila euro messi in palio da Pantene, Unobravo ha assunto nuove dipendenti e lanciato la campagna di comunicazione #dilloliberamente, per incoraggiare il ricorso alla terapia. «Lavoriamo per abbattere lo stigma che ancora persiste attorno al tema della salute mentale - ha detto la ceo di Unobravo, Daniela De Stefano - e per creare un mondo in cui andare dallo psicologo sia considerato normale».

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