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Chiassosa, esagerata e folle: l’apocalisse di Rage 2 è tutta da ridere

di Luca Tremolada


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2' di lettura

Cade un meteorite, l’umanità va in frantumi e ti ritrovi di colpo immerso in una parodia di Mad Max. Rage 2 è uno sparatutto in prima persona frenetico, folle e chiassoso. Tutto felicemente sopra le righe. È il secondo episodio del gioco sviluppato da John Carmack, fondatore di ID Sofware, nel lontano 2011. Bethesda Softworks (Skyrim, Dishonored, Fallout) che questa volta veste i panni di editore ha scelto però gli svedesi di Avalanche Studios. Il passaggio non è indolore, i due titoli si parlano ma guardano a un pubblico che nel frattempo si è evoluto. In questo polveroso open world troverete tribù al limite del ridicolo come i Bulli o i mutanti, l’estetica punk anni Ottanta, colori fluo, le atmosfere di 1997: Fuga da New York di John Carpenter e lo splatter dei B-movies. Sacro e profano tutto tenuto insieme da martellante musica elettronica e gag demenziali. Non c’è trama, o meglio: sei un ranger, c’è un nemico chiamoto l'Autorità che vuole normalizzare il caos cono mostri ributtanti e ci sono spettacoli televisivi dove vanno in onda massacri di ogni tipo. Diciamo che tutto è un pretesto per sparare a tutto quello che si muove.

Le immagini del gioco

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Cosa ci è piaciuto. Se il punto è “fare casino” Rage 2 ci riesce davvero bene. La sensazione è quella di immergersi in un parco giochi dove tutto è concesso e senza senso.

Guarda il video- RAGE 2 – Official Launch Trailer

Cosa non ci è piaciuto. Le prime ore di giochi le passi a cercare potenziamenti e a sviluppare nuovi poteri. Poi ci sono i tipi strani che ti parlano di cose strane e la curiosità di sfogare tutto la propria potenza sugli avanposti dei bulli. Dopo un po’ però comincia a diventare monotono e ripetitivo. Si scopre presto come fregare i nemici. Il consiglio è quello di alzare il livello della difficoltà, non pensare e fermarsi a parlattore con tutti quelli che possono (o vogliono).

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