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Chili, aumento di capitale per competere sui mercati

di Andrea Biondi


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3' di lettura

Affari in crescita e una nuova iniezione di capitale per 10 milioni: soldi che serviranno per sostenere la promozione di Chili dopo il rilascio della nuova release della piattaforma di videostreaming, in arrivo a cavallo dell’estate. «Ancora non possiamo svelare nulla, ma sarà una nuova go to market experience con cui punteremo a fare il salto di qualità». spiega Giorgio Tacchia, tra i fondatori, presidente e ad di Chili, piattaforma di videostreaming fondata nel 2012 e attiva nel cosiddetto Tvod: video on demand con formula basata su singoli acquisti simile all’home video di un tempo e differente dallo “Svod” che è invece la modalità di video on demand in abbonamento scelta da Netflix, Infinity, Timvision, Now Tv (Sky).

A inizio maggio Chili ha deliberato un aumento di capitale per 10 milioni, già sottoscritto per 3,5 milioni, attraverso un veicolo lussemburghese finalizzato all’investimento nella società. Un’iniezione di risorse, dunque, che arriva a qualche mese di distanza dall’ingresso nel capitale delle major americane: Paramount, Viacom e Warner Bros in estate (con le prime due che hanno investito singolarmente pur essendo Paramount controllata da Viacom) e Sony Pictures a dicembre . A queste potrebbero aggiungersene anche altre di major: «Al momento stanno valutando» dice il numero uno di Chili.

Certo, altri ingressi di questo tipo avverrebbero non in questa tranche da 10 milioni ma con investimenti diretti nel capitale. A ogni modo, in un paio di mesi Chili conta di chiudere questa operazione di aumento di capitale in una compagine che conta al primo posto fra gli azionisti il veicolo dei fondatori “Brace”, al 37,3%. Altri azionisti sono Investinchili, in cui ci sono varie persone fisiche, Negentropy (fondo basato a Londra), il fondo Antares di Stefano Romiti, altri privati e, appunto, le majors al 16,1 per cento.

Con la nuova proposizione che arriverà a cavallo dell’estate per Chili partirà anche una campagna di comunicazione da 6 milioni di euro l’anno, «con investimenti sul digitale, non in pubblicità televisiva» spiega Tacchia. E, sempre con la nuova release, per Chili arriverà il momento della verità sui mercati internazionale in cui è presente. Oltre all’Italia, infatti, la piattaforma di video streaming è da fine 2015 attiva con il suo servizio in Polonia, Uk, Germania e Austria. La presenza c’è, qualche cliente pure, ma mai si è fatta una vera e propria campagna.

Ora si punta a cambiare passo, aggiungendo clienti «al milione di oggi» che anche se non si possono definire continuativi «hanno fornito le loro credenziali e hanno fatto almeno un acquisto. Ad aprile abbiamo fatto 110mila nuovi clienti e a maggio ne abbiamo contato 60mila in più».

Con la nuova release aumenterà, dunque, l’impegno sui mercati esteri «e a regime Inghilterra e Germania dovrebbero rappresentare per noi i primi due mercati. L’Italia sarebbe il terzo». Del resto in termini di mercato potenziale Uk e Germania valgono il 60% del mercato europeo. Certo, le proiezioni di mercato non sono favorevoli al modello Tvod, destinato a ridurre la propria quota a fronte di uno Svod in crescita. «Va però tenuto presente – replica Tacchia – che come Tvod abbiamo la prima finestra dopo il cinema. Parliamo di contenuti disponibili 105 giorni dopo l’uscita in sala. Dopo 3-6 mesi arriva la pay tv e poi gli altri».

Insomma, elementi che potrebbero giocare a vantaggio di chi opera in questo ambito. «Per quanto ci riguarda – aggiunge Tacchia – siamo in crescita e contiamo di arrivare all’utile nel 2018, come da business plan». Nel 2016 i conti hanno chiuso in rosso, ma «i ricavi 2016, pari a 7,1 milioni, sono stati più che superati già nei primi 4 mesi di quest’anno, in cui abbiamo raggiunto i 10 milioni».

Intanto Chili ha ufficializzato l’acquisizione di CineTrailer, app di cinema con oltre 5 milioni di download in Europa. In Italia, CineTrailer è uno dei servizi più usati per scegliere il film e decidere dove vederlo. Uno strumento, quindi, che consentirà a Chili di avere informazioni utili per arrivare in maniera targhettizzata al cliente finale. Cosa non secondaria: l’app è disponibile nei principali mercati europei, vale a dire Germania, Spagna, Francia, Olanda, Danimarca, Svezia, Finlandia e Uk.

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