La crisi

Chip shortage, per l'automotive ora diventa emergenza

di Corrado Canali

3' di lettura

Negli ultimi 18 mesi, l'industria automobilistica ha dovuto superare sia l'incertezza all'indomani della Brexit che poi la pandemia globale, ma c'è un'altra crisi all'orizzonte: la carenza globale di chip. Quello che poteva essere considerato un inconveniente solo per chi si apprestava ad acquistare un device si è fatto strada anche nell'industria automobilistica tanto che la mancanza di microchip costringe i costruttori a pianificare chiusure temporanee di stabilimenti e porterà anche dei cambiamenti sulle vetture in vendita.
Sempre in emergenza il settore dei chip
La produzione di semiconduttori è quasi sempre in emergenza, visto che è legata a possibili impennate di richieste per dei nuovi device o non prevedibili tendenze del mercato che si manifestano da un giorno all'altro. L'aggravante di oggi è dovuta in parte alle chiusure parziali a causa della pandemia che hanno determinato una fornitura di chip inferiore rispetto al solito. A cui si è aggiunto l'incendio alla fabbrica Renesas Electronics uno dei produttori di semiconduttori per l'industria dell'auto e poi la guerra commerciale. Sebbene i problemi di produzione rientreranno il ritorno alla normalità non sarà prima del 2022.

Quanto pesano i chip sulle auto?
Ecco qualche numero sulla importanza dei chip: in un'auto il numero di microchip previsti è pari a circa 3.000 unità. La quota di microprocessori prodotti globalmente vede la Repubblica di Taiwan in testa con una quota del 65% con il leader mondiale che è Tsmc che produce però solo il 3% dei chip per l'industria automobilistica, mentre il resto è destinato alle aziende di telefonia, pc e telecomunicazioni. Sulla scarsità di queste cosiddette memorie elettroniche non tutte le Case di automobili hanno rilasciato dichiarazioni ufficiali: vediamo quelle che per il momento si sono espresse in proposito.

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Stellantis colpito dalla carenza di chip
Il supergruppo operativo dall'inizio dell'anno che include ben 14 brand dell'automobile di varia provenienza, all'indomani della carenza di chip ha iniziato a sostituire parti su alcuni modelli per aggirare il problema. E' il caso della Peugeot 308, l'attuale e non la nuova che andrà in produzione a settembre per la quale verranno sostituiti i tachimetri digitali i-Cockpit con quelli analogici il che corrisponderà ad uno sconto di 400 euro sul prezzo dell'auto. E' il modo più semplice per aggirare un vero ostacolo per la produzione, ha spiegato nei giorni scorsi un portavoce del Gruppo.

Riduzioni di orari lavorativi in Mercedes
La Casa della stella a tre punte sta riducendo le ore lavorative dei suoi 18.500 dipendenti negli stabilimenti di Brema e Rastatt, una mossa che dovrebbe interrompere la produzione ma consentire a loro di continuare a lavorare su dei progetti speciali. La pausa durerà fino a fine aprile o anche di più vista la carenza di fornitura a livello mondiale di alcuni componenti semiconduttori ha spiegato il portavoce del gruppo di Stoccarda, ma dal momento che si tratta di una situazione in continuo mutamento non è possibile fare previsioni sull'impatto e dunque Daimler continuerà a monitorarla day by day.

Riprogrammata la produzione Jaguar e Land Rover
Il gruppo inglese ha già rivisto il programma di produzione di Jaguar e Land Rover per due dei suoi tre stabilimenti nel Regno Unito, ma la produzione di Solihull continuerà. Sono stati modificati i programmi di produzione per alcuni veicoli, il che significa che le fabbriche sia di Castle Bromwich che di Halewood opereranno per un periodo si pure limitato di non produzione a partire da fine aprile. Il gruppo Jaguar & Land Rover sta lavorando a contatto coi fornitori per risolvere i problemi e ridurre se possibile l'impatto sugli ordinativi sottoscritti.

Vw danni irrecuperabili, alla Renault monitorano
Sin dalla conferenza stampa sui risultati di fine 2020, il ceo del gruppo Volkswagen, Herbert Diess aveva rivelato la marca Vw non era stata in grado di produrre 100.000 auto a causa della carenza di chip l'anno scorso e che quel numero non verrà recuperato nemmeno nel 2021. Renault, invece, non ha fornito stile sul ritardi produttivi, ma la loro ipotesi è che dureranno fino al nel terzo trimestre dell'anno, visto che la situazione sta diventando più critica, ma l'incertezza tuttavia non consente al gruppo francese di fare delle ipotesi certe.

La guerra commerciale fra Stati Uniti e Cina
Immaginare un ritorno alla supremazia degli Stati Uniti sulla Cina puntando sui molti brand hitech della Silicon Valley è impensabile nonostante che la nuova amministrazione Usa ha deciso si investire 50 miliardi di dollari per rafforzare l'industria americana del silicio, il materiale usato per produrre i chip. Col risultato che Intel in passato leader mondiale, poi costretto a passare lo scettro ai concorrenti asiatici ha annunciato l'apertura in Arizona di due fabbriche per un investimento di 20 miliardi di dollari. Da segnalare che oltre a Taiwan e alla Cina, i sudcoreani di Samsung sono fra i maggiori produttori globale di chip.

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