Sale in zucca

«Chiusi per mancanza di personale»: i paradossi del Covid nell’estate della riapertura

Un fenomeno che non riguarda solo le spiagge romagnole: interessa l'intero Belpaese a partire dalle città d'arte

di Giancarlo Mazzuca

(Matteo - stock.adobe.com)

2' di lettura

I paradossi del Covid. Se, in questi giorni della Grande Riapertura, con il passaggio alla “zona bianca” per moltissime regioni italiane, ti capita di fare un salto sulla riviera romagnola alle prese con la nuova stagione balneare, scopri un fatto strano: diversi esercizi commerciali, da Cattolica a Marina di Ravenna, restano (per ora) chiusi. Di giorno ma, soprattutto, di sera quando comincia ad esserci la “movida” per le vie del centro nelle varie località balneari. Pensi che il motivo di queste riaperture a singhiozzo sia il fatto che i turisti, tranne gli ultimi weekend sempre più affollati, non siano ancora sbarcati in massa da quelle parti anche perché non siamo nel “clou” dell'estate.

“Chiuso per mancanza di personale”

E invece no, perché le spiagge sono già affollate tenendo conto che anche quest'anno saranno pochissimi (uno su dieci) gli italiani che faranno le loro vacanze all'estero. I motivi sono altri e i dati parlano chiaro: sulla riviera romagnola mancano all'appello 7mila lavoratori stagionali. Come è possibile con una riapertura attesa da tutti dopo il lungo “blackout”? Saranno stati i sussidi governativi per combattere la disoccupazione, dalla cassa integrazione al reddito di cittadinanza; sarà anche stato il fatto che diversi “senza lavoro” causa-pandemia sono riusciti a riciclarsi in altre attività magari più appetibili del turismo stagionale, certo è che un certo numero di esercizi commerciali della riviera romagnola starebbe faticando a trovare il personale richiesto.

Loading...

E la cosa ti sembra, comunque, un po' paradossale anche perché, in questi mesi, abbiamo continuato a registrare le giuste lamentele dei disoccupati, ma la conferma di quanto sopra puoi averla anche sul fronte degli hotel romagnoli così come dei ristoranti e degli stabilimenti balneari: diversi stagionali hanno trovato nuovi lidi. Un fenomeno che non riguarda solo le spiagge romagnole: interessa l'intero Belpaese a partire dalle città d'arte.

Non restiamo con la testa rivolta al passato

Ecco perché, adesso che si riparte a 360 gradi, dobbiamo ponderare molto bene le prossime mosse: “in primis” la ripartizione dei fondi europei del “Recovery Plan” che deve tenere in particolare conto quelle che sono le priorità dell'Azienda Italia. Indro Montanelli continuava a ripetere che, spesso e volentieri, gli italiani hanno la testa rivolta al passato: mai come adesso dobbiamo invece guardare al futuro superando così anche gli effetti -boomerang dei tanti mesi di inattività. E il turismo, tra i grandi patrimoni tricolori, resta il simbolo “numero uno”, un simbolo che tornerà a richiedere (almeno ce lo auguriamo) un numero crescente di addetti ai lavori.

Riproduzione riservata ©

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti