contraffazione

Chiuso il «bancomat del Prosecco» di Londra, ma con la Brexit Dop a rischio

Le nostre imprese e i nostri consorzi – ha detto la ministra per le Politiche agricolela Bellanova – che lavorano duramente e nelle regole si dimostrano i nostri alleati più preziosi.

di E.Sg.


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2' di lettura

La macchina per la distribuzione automatica di vino bianco frizzante italiano spacciato per Prosecco comparse la scorsa settimana a Londra è stata rimossa. Ma non è detto che la vicenda non si trascini nei tribunali.

«Le nostre imprese e i nostri consorzi – ha commentato la ministra per le Politiche agricole Bellanova – che lavorano duramente e nelle regole si dimostrano ancora una volta i nostri alleati più preziosi per la lotta alle frodi alimentari. Abbiamo un sistema di controlli tra i migliori al mondo e questo lo dobbiamo innanzitutto proprio all’incessante lavoro di collaborazione tra Icqrf, la nostra Autorità per la lotta alle frodi e la tutela della qualità, e i produttori».

Un ruolo chiave, secondo la ministra, l'ha rivestito il Consorzio del Prosecco Doc che ha immediatamente denunciato la frode che colpisce i produttori italiani ma anche i consumatori inglesi.

La settimana scorsa aveva infatti fatto il giro del web la notizia dell’installazione a Londra di un Automatic prosecco machine. Si trattava di un distributore automatico di calici di vino bianco frizzante, che era stato installato su iniziativa della vineria Vagabond Wines, in un punto della capitale inglese in cui fino a qualche tempo fa c'era proprio la macchina erogatrice di contanti di una banca.

Un caso che preoccupa i consorzi dei prodotti a denominazione di origine protetta italiani, che potrebbero trovarsi senza tutele se la Brexit andasse a regime senza regole condivise sul fronte della protezione di marchi.
«Fino a quando – si legge nel testo di una petizione online – i cittadini inglesi saranno privati del diritto di godersi un calice di spumante da distributori automatici in luogo pubblico? Poniamo fine a questa ingiustizia e incentiviamo l'installazione di 'Automatic bubble machine'
nelle strade principali».

«La lotta alla contraffazione a difesa dei nostri prodotti e l’usurpazione di nomi protetti italiani – ha concluso la ministra Bellanova – è tra le nostre priorità. Sostenere sui mercati internazionali il made in Italy, le nostre Dop, Igp e Stg è essenziale se vogliamo valorizzare al meglio il made in Italy e mantenere alta la fiducia dei consumatori. Operazioni commerciali di questo genere offendono il nostro Paese con un danno economico e di immagine, danneggiano le imprese oneste e i consumatori e mettono a repentaglio anche la sicurezza e la tutela della salute».

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