ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di più mercati

Borse, venerdì negativo ma settimana di rimbalzi: Milano +7%, Wall Street +13% (record dal 1938)

Il Ftse Mib ha chiuso in calo del 3% la seduta di venerdì 27 marzo: vendite su Nexi e il lusso, si salvano solo le utility. In forte calo anche il Wti, ai minimi dal 2002, e il Brent, ai minimi dal 2003. Boom di contagi negli Usa mentre l'atteso vertice Ue per arginare gli effetti economici della pandemia si è chiuso con una fumata grigia. In Europa settimana positiva per gli indici, Londra compresa

di Enrico Miele e Andrea Fontana

default onloading pic
(Bloomberg)

Il Ftse Mib ha chiuso in calo del 3% la seduta di venerdì 27 marzo: vendite su Nexi e il lusso, si salvano solo le utility. In forte calo anche il Wti, ai minimi dal 2002, e il Brent, ai minimi dal 2003. Boom di contagi negli Usa mentre l'atteso vertice Ue per arginare gli effetti economici della pandemia si è chiuso con una fumata grigia. In Europa settimana positiva per gli indici, Londra compresa


5' di lettura

L'esplosione di contagi da coronavirus in Usa, il mancato accordo al vertice del Consiglio europeo sugli strumenti finanziari da mettere in campo contro il coronavirus e l’impatto, sempre più evidente, della pandemia sull’economia globale hanno depresso i listini azionari europei durante le contrattazioni del 27 marzo, in particolare Londra (-5,6%), schiacciata dal fatto che il premier Boris Johnson è risultato positivo al Covid-19.

Va comunque detto che, grazie al "mini-rally" di metà settimana, l'ottava si è chiusa con buoni guadagni, comunque non sufficienti a riportare in positivo il bilancio da inizio anno.

Loading...

Wall Street giù dopo 3 giorni di rally
Wall Street ha chiuso in ribasso del 4 per cento ma il bilancio settimanale è più che positivo per il Dow Jones e lo S&P 500. Il Dow Jones archivia la settimana in rialzo del 13%, il balzo settimanale maggiore dal 1938. Lo S&P 500 registra l'aumento settimanale maggiore dal 2009.

Il calo più marcato dal 2008 della fiducia dei consumatori Usa, dopo lo storico balzo delle richieste di sussidi di disoccupazione, ha contribuito ad alimentare i timori degli investitori, così come il nuovo scivolone del prezzo del petrolio. Il Wti è infatti tornato ad avvicinare i minimi da novembre 2002, mentre il Brent ha toccato il nuovo livello più basso dall’aprile 2003. Gli indici hanno tuttavia limitato in parte le perdite sul finale, grazie anche al rinvio dell’entrata in vigore dei criteri di Basilea III per le banche e all’impegno dell’Fmi a far sì che la recessione si «il più corta e meno profonda possibile».

Seduta negativa il 27 marzo, ma nella settimana rialzi oltre il 7%
Piazza Affari, che ha chiuso la seduta del 27 marzo in calo del 3,1%, nell’ottava è stata tra le migliori con un rialzo del 6,9% per il Ftse Mib (il ribasso da inizio anno resta comunque del 24,9%). Andamenti simili nel resto del Vecchio Continente: Parigi, giù del 4,2% il 27 marzo, ha segnato +7,48% nella settimana e -27,21% da inizio anno, Francoforte +7,88% nei 5 giorni e -27,30% nel 2020, Londra +6,1% nell'ottava e -26,9% nell'anno, e Madrid +5,1% nella settimana e -29% da inizio anno.

In Europa bene nell'ottava quasi tutti i settori, nonostante i forti cali di venerdì, con le performance migliori per l'energia (+19,4% lo Stoxx Europe 600), le auto (+9,4%) e le risorse di base (+9,8%), mentre gli unici settori in calo, comunque modesto, sono stati il food (-0,2%) e le telecomunicazioni (-0,04%). A Piazza Affari l’ottava è stata positiva anche grazie al restringimento dello spread tra i rendimenti di BTp decennali e Bund di pari scadenza, che è sceso nella settimana a 184 punti, contro i 197 di una settimana fa, comunque sopra i 161 di fine 2019, mentre il rendimento dei titoli decennali italiani è sceso dall'1,635% all'1,365%, contro l’1,427% di fine 2019.

Restano alti i timori per la pandemia
La settimana - mentre anche il premier britannico Boris Johnson è risultato positivo al test - si è chiusa comunque così come era iniziata: con gli occhi puntati sull'avanzata del coronavirus e sulle decisioni delle istituzioni nazionali e sovranazionali per arginare le ripercussioni economiche del lockdown. Ma e stime europee che continuano a essere sempre più negative: per il centro studi Prometeia il Pil dell'Italia scenderà del 6,5% nel 2020 e il debito salirà al 150% del Pil nelle nuove stime che scontano gli effetti del coronavirus . E un'altra, amara, conferma arriva dall'Istat, per il quale l'emergenza coronavirus sta affossando la fiducia di aziende e famiglie. A marzo, infatti, l'Istituto di statistica stima «una forte diminuzione» della fiducia dei consumatori (da 110,9 a 101,0) sia dell'indice relativo alle imprese (da 97,8 a 81,7). Si tratta di valori registrati, rispettivamente, a giugno 2013 e gennaio 2015.

In calo Nexi e il lusso, tengono le utility
Sul Ftse Mib si registrano tra le big milanesi decise flessioni per Mediobanca, UniCredit e Finecobank, in rosso anche Enel e il risparmio gestito. Male i titoli legati al comparto del lusso, tra i più penalizzati in questa fase. A salvarsi in questa prima parte di seduta è invece il settore delle utility mentre limita le perdite la Ferrari, che punta a riaprire la produzione il prossimo 14 aprile ma «a condizione che sia garantita la continuità della catena di fornitura». A Parigi va invece ko il colosso EssilorLuxottica tra l'annullamento dell'outlook 2020 causa impatto del coronavirus, che comporterà effetti significativi sulla redditività del II trimestre, e le indiscrezioni sull'uscita del co-amministratore delegato Vacherot, che testimoniano come proseguano le tensioni sulla governance.

Andamento Piazza Affari FTSE Mib
Loading...

Assegnati Bot per 7 miliardi, rendimento torna sopra zero
I tassi dei BoT semestrali tornano sopra quota zero nell'asta del Tesoro. Lo rende noto la Banca d'Italia. L'asta dei BoT scadenza 30 settembre 2020 e' stata aggiudicata ad un tasso medio dello 0,055% in rialzo di 34 punti base rispetto alla precedente asta di fine febbraio. Sui BoT semestrali non si registrava un rendimento positivo dal dicembre 2018. A fronte di un'offerta per 7 miliardi da parte del Tesoro la richiesta del mercato e' stata pari a 12,17 miliardi con un rapporto di copertura di 1,74. Il prezzo medio ponderato e' risultato di 99,97. L'importo in circolazione, alla data di regolamento del prossimo 31 marzo, sarà di 7 miliardi.

Spread risale a 183 punti
Chiusura in rialzo per lo spread BTp/Bund, che ha risentito dello stallo a livello europeo sulle misure di contenimento della crisi economica legata al coronavirus. Al termine della seduta, il differenziale di rendimento tra il BTp decennale benchmark (IT0005383309) e il pari scadenza tedesco si è attestato a 183 punti base, dai 161 punti della chiusura di ieri. In rialzo anche il rendimento del BTp decennale benchmark che al termine degli scambi si è attestato all'1,34% dall'1,25% della vigilia.

Euro si stabilizza a 1,10 dollari
Rifiata l'euro dopo il rally che ha portato la moneta unica a guadagnare oltre il 3% in una settimana rispetto al dollaro americano. Il cambio è leggermente in calo rispetto a ieri ma resta sopra quota 1,10 a 1,1009. «Dopo quattro giorni di solidi guadagni, durante i quali l'euro e’ salito di oltre il 3,5 per cento rispetto al dollaro, oggi la moneta unica è arretrata: e’ leggermente in calo contro la valuta americana ed anche contro tutte le altre principali valute. La debolezza dell'euro può essere almeno in parte spiegata dalla delusione seguita al vertice Ue di ieri. I leader europei non sono riusciti a raggiungere un accordo sull'emissione dei cosiddetti "corona bond", che in sostanza sono obbligazioni paneuropee in cui tutti i membri della moneta unica condividono il rischio» è il commento di Ricardo Evangelista di ActivTrades.

Petrolio ancora in calo, Wti sotto 22 dollari
Tornano a scendere in modo consistente i prezzi del barile di petrolio che ieri aveva accusato pesanti flessioni sia nel Wti(-7,7%) sia nel Brent (-3,8%). Le quotazioni del Wti, nella consegna maggio, scendono di un altro 4% portandosi al di sotto dei 22 dollari al barile (21,7) ai minimi da 18 anni e lo stesso fanno quelle del Brent, sempre nella scadenza maggio, trattato a 25,2 dollari al barile come non succedeva dal 2003. La diffusione del coronavirus negli Stati Uniti, che secondo i dati è ormai il primo Paese per numero di contagi, fa temere per i livelli della domanda e già ieri il numero uno dell'Agenzia internazionale dell'Energia ha stimato un forte calo per il primo trimestre e una contrazione ancora superiore nel secondo.

(Il Sole 24 Ore - Radiocor)

Per approfondire:

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti