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Chl, arriva il fallimento per il pioniere dell’e-commerce italiano

Il Tribunale di Firenze ha dichiarato il fallimento per Chl, società pioniera dell’e-commerce in Italia eche dal 2016 controlla il gruppo aretino di tlc Terra

di Andrea Biondi


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2' di lettura

Arriva il fallimento per Chl, l’azienda attiva nei servizi di tlc, infotmation technology ed e-commerce, quotata ma con azioni sospese dal 6 dicembre scorso. Il Tribunale di Firenze ha ufficialmente dichiarato il fallimento nominando Cristian Soscia come giudice delegato e Vincenzo Pilla curatore fallimentare.

«L’adunanza per l'esame dello stato passivo - rende noto un comunicato – avrà luogo il prossimo 14 maggio 2020 presso il Tribunale di Firenze». I creditori ed i terzi che «vantano diritti reali o personali su cose in possesso della fallita potranno presentare domande di insinuazione fino a trenta giorni prima dell'adunanza», conclude la nota.

Arriva così al capolinea la società fiorentina pioniera nell’e-commerce italiano e che controlla il Gruppo di tlc aretino Terra che fa capo a una parte della famiglia Landi. Gli ultimi numeri relativi al bilancio sono riferiti al primo semestre 2019 quando i ricavi erano scesi da 11,2 a 8,5 milioni, con un Ebit peggiorato da -487mila euro a -2,13 milioni.

La bandiera bianca si alza a poco più di un mese dalla delibera Consob del 5 dicembre 2019 con cui l’Autorità di controllo della Borsa ha sospeso le azioni Chl «fino a quando anche in esito alle ulteriori attività istruttorie in corso, non sarà possibile valutare il reale stato economico finanziario e patrimoniale dell'emittente e ripristinare un completo e corretto quadro informativo sui titoli».

La Consob ha poi spiegato che «le anomalie emerse nell’ambito degli accertamenti, tuttora in corso, evidenziano numerosi e gravi elementi di irregolarità rispetto alle attività poste in essere dagli esponenti apicali della Società che si riflettono sulle informazioni che vengono fornite al pubblico, con riferimento alla reale situazione economica, patrimoniale e finanziaria dell'emittente e che tali elementi sono potenzialmente riconducibili ad ipotesi di abuso di mercato».

L’Autorità guidata da Paolo Savona aveva poi informato di irregolarità informative e gestionali la procura di Firenze che, a seguito di questo, ha presentato al tribunale istanza per l’adozione di provvedimenti conservativi del patrimonio societario.

Prima di Natale il Tribunale ha poi «disposto la sospensione immediata, fino a conclusione della fase pre-fallimentare, dei poteri di tutti i consiglieri di amministrazione e dei consiglieri appartenenti al comitato per il controllo sulla gestione». In sostituzione dei consiglieri sono stati nominati come amministratori giudiziali Vincenzo Pilla e Barbara Molinari.

Ieri l’epilogo per una società che, come detto, è stata pioniera nell’e-commerce in Italia ma che Un finale che, paradossalmente, si scrive proprio nel momento di grande espansione di It e commercio elettronico. «Oggi il capitale sociale di CHL è di € 8.725.340,25. La società ha sedi e personale a Roma, Arezzo, Firenze e Milano e una base dati di 1,2 milioni clienti in tutta Italia che utilizzano i prodotti offerti dal Gruppo», si legge nel sito della società. Che è stata fondata nel 1993 e che «quotata sul MTA di Borsa Italiana dal 2000, è stata la prima azienda in Italia a lanciare un sito di e-commerce». A settembre 2016 «CHL S.p.A. e Terra S.p.A. siglano un accordo che sancisce l’ingresso degli azionisti di quest'ultima in CHL».

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