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Chopard: anche l’«entry level» segmento strategico

Il marchio ha lanciato una serie di nuovi orologi griffati Mille Miglia della collezione Classic Racing

di P.Gua.

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((c) Alexandra Pauli)

2' di lettura

Seppur spostata di qualche mese rispetto al calendario classico che la vedeva partire a maggio, il fatto che la Mille Miglia 2020, la più importante gara del mondo dedicata alle auto d’epoca, si sia tenuta comunque a ottobre è stato un ottimo segnale. Anche per Chopard.

Lo conferma Karl-Friedrich Scheuefele, co-presidente della maison di famiglia Chopard, che da anni è parte integrante della manifestazione in qualità di official partner, cronometrista e orologio ufficiale. «Per l’Italia è stato un momento positivo perché si tratta di un evento dalla grande tradizione. Per noi è stato molto importante mostrare la nostra bandiera in quella che è kermesse più bella del mondo tra quelle dedicate alle automobili». E che ha dato modo al brand di presentare una serie di nuovi orologi griffati Mille Miglia della collezione Classic Racing che «tra quelle in catalogo vale circa il 10% tra i modelli venduti, ma rappresenta il segmento entry level che per noi è molto strategico».

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L’Europa e la seconda ondata

Restando nell’ambito dell’orologeria sportiva, nella connotazione più alta della categoria Sporty-chic, Chopard ha ampliato la proposta di Alpine Eagle, ultima famiglia lanciata a fine 2019, con il cronografo Alpine Eagle XL Chrono (tre versioni, due in acciaio lucent steel con quadrante blu o nero e una in acciaio e oro con quadrante nero): «Alpine Eagle ha venduto molto bene fin da subito e i modelli con cronografo hanno ricevuto una buona accoglienza - spiega Scheufele -. Sono sicuro che in un momento “normale” sarebbe stato un grandissimo bestseller perché rappresenta i nostri valori, anche in termini di sostenibilità (l’acciaio Lucent Steel e l’oro fairmined usati per questi orologi sono entrambi prodotti eticamente e certificati, ndr)». Nuovi modelli che portano quindi Scheufele a commentare l’andamento del business nel 2020 che «ovviamente ha sofferto rispetto al 2019, con risultati diversi a seconda della zona. Ad esempio in Europa la situazione è ancora difficoltosa, stava migliorando, ma con la seconda ondata della pandemia, le cose sono tornate difficili. In Cina, invece, il business è addirittura aumentato».

Il 2021 anno di transizione

Dell’Italia, il co-presidente dice che «ha sofferto molto durante il lockdown. Dopo la riapertura gli indicatori erano sicuramente in crescita. Ora vediamo cosa succederà, ma in generale credo che qui chiuderemo l’anno con un -40% sul 2019. Per quanto riguarda il nostro globale, invece, non pubblichiamo numeri, ma posso dire che di sicuro non saremo ai livelli del 2019. Sperando che arrivi un vaccino o una cura nei primi mesi del 2021, credo che ci riprenderemo bene, ma probabilmente il 2021 sarà ancora un anno di transizione: ci aspettiamo di fare molto meglio del 2020, ma non ancora ai livelli del biennio 2018-19, soprattutto perché mancheranno ancora i turisti».

Da Basilea a Ginevra

Motivo che ha portato la maison a continuare a sviluppare le proprie strategie dal lato distributivo: «abbiamo già in e-boutique negli Usa e ne apriremo una in Europa. Per quanto riguarda i concessionari, negli ultimi tre anni abbiamo ridotto il nostro network del 30% puntando su quelli di maggior qualità» chiude Scheufele. Nel prossimo futuro il brand dopo anni alla fiera di Baselworld si trasferirà a Watches & Wonders di Ginevra.

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