Bilanci

Christie’s si appresta a chiudere un anno record

Il volume d'affari raggiunge 7,1 miliardi di dollari con un forte rimbalzo rispetto al 2020. Risultati sorprendenti per il segmento lusso che genera un'importante quota di nuova clientela

di Maria Adelaide Marchesoni

4' di lettura

Superano le attese i risultati del 2021 di Christie's e proiettano la casa d'aste nel 2022 con nuovi investimenti in Asia. Nel 2024 nuova sede a Hong Kong The Henderson, la iconica torre progettata da Zaha Hadid Architects, mentre a Shanghai l’ufficio e le gallerie si trasferiranno, a partire dalla prossima primavera, al BUND ONE, in occasione dell'avvio delle vendite inaugurali nella città a marzo. “Siamo soddisfatti dei nostri risultati del 2021. Oltre ai realizzi nelle aste e nelle private sale, che sono eccezionali, Christie’s ha anche fatto un passo avanti in nuovi format di vendita e categorie”. La categoria alla quale il ceo Guillame Cerutti ha fatto riferimento nel corso della conference call è quella degli NFT che: “hanno permesso di mostrare opere di nuovi artisti emergenti e sottorappresentati, raggiungere un nuovo pubblico di clienti più giovani”.

I numeri d’asta e le private sale

A fine 2021 il volume d'affari segnerà un nuovo record raggiungendo 7,1 miliardi dollari registrando un forte rimbalzo (+54% rispetto al 2020; +22% rispetto al 2019) e sarà ricordato come l'ammontare più elevato dal 2015. Il turnover delle aste, pari a 5,4 miliardi di dollari, è stato generato per circa un terzo dalla clientela di ogni regione – Americhe 35%, Emea 34% e Asia 31% –, in linea con le gestioni precedenti.
Nonostante un tasso di vendita in asta dell'87%, nel 2021 Christie's ha registrato un numero crescente di venditori che hanno optato per la discrezione delle private sale segmento che nel 2021 ha raggiunto 1,7 miliardi di dollari (+12% rispetto al 2020 e +108% vs 2019) con quattro opere vendute con un valore superiore a 50 milioni di dollari. Il numero di transazioni comprese per valore tra 5 e 10 milioni di dollari è raddoppiato nel 2021 (rispetto al 2020) con il numero di acquirenti aumentato del 42% rispetto al 2019.

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Le opere più care vendute nel 2021 da Christie's

Le opere più care vendute nel 2021 da Christie's

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Le aree geografiche

La rapida ascesa dell’Asia non ha tuttavia oscurato gli Stati Uniti che, dall'analisi di questi risultati, rimangono ancora il mercato più importante e attivo. Le vendite all’asta nelle Americhe (sia dal vivo che online) hanno totalizzato 2,6 miliardi di dollari, con un aumento del 92% rispetto al 2020. Il 35% delle vendite complessive è stato aggiudicato a compratori americani. La seconda regione più importante è l’Emea (Europa, Medio Oriente e Africa), dove le aste dal vivo e online hanno totalizzato 1,7 miliardi di dollari (+63% rispetto al 2020), con la maggior parte delle vendite (980 milioni di dollari) a Londra, quasi il doppio rispetto alle aste di Parigi, che hanno raggiunto i 494 milioni di dollari (+88% rispetto al 2020). Al terzo posto l'Asia-Pacifico, con 1 miliardo di dollari di vendite (in aumento del 59% rispetto al 2020), e gli acquirenti asiatici hanno contribuito al totale delle vendite per 1,68 miliardi di dollari e loro apporto al segmento delle aste è del 31%.

NFT

Nel presentare i risultati 2021 non poteva mancare il riferimento al fatto che nel 2021, Christie’s ha lanciato il mercato mondiale degli NFT in asta e ha contribuito a sdoganare questa nuova categoria. Gli scambi sugli NFT hanno costituito l’8% del totale delle vendite di arte contemporanea nel 2021 con gli oltre 100 NFT che hanno totalizzato quasi 150 milioni di dollari, in gran parte per la storica vendita online di Beeple «Everydays» (69 milioni di dollari), «Cryptopunks» di Larva Labs (17 milioni di dollari) e le opere digitali di FEWOCiOUS (2,16 milioni di dollari). Questi incanti hanno attirato collezionisti nuovi e più giovani, di cui il 74% nuovi acquirenti per Christie’s.

Il lusso

Il dipartimento del Luxury ha segnato risultati sorprendenti con il boom di vendite di gioielli, orologi, borse e vino, balzate a 980 milioni di dollari con un aumento del 153% rispetto al 2020, determinato dai 29 milioni di dollari pagati per il diamante Sakura da 15 carati, il più grande diamante rosa mai offerto all’asta, a Hong Kong; la Hermès Himalaya Diamond Kelly 28, è diventata la borsa più costosa venduta sotto il martello per 515.416 dollari (sempre a Hong Kong) e un flipper di marca Supreme venduto per 52.000 dollari. Il segmento lusso attira più di altre divisioni nuova clientela che per il 32% sono millennial.

Dalle tre rivali nessuna disclosure sulla marginalità

Le tre principali big delle aste, Sotheby's, Christie's e Phillips hanno comunicato in questi giorni i risultati relativi all'andamento del volume d'affari, ma nessuna disclosure sulla marginalità. Christie's si posiziona appena dietro la rivale Sotheby's, che ha annunciato vendite per 7,3 miliardi di dollari, un volume d'affari record. Anche Phillips ha illustrato i risultati di fine anno la scorsa settimana, con vendite globali pari a 1,2 miliardi di dollari, anche questo il più alto nella storia della società, segnalando che il business delle aste continua a mostrare una forte ripresa dalla pandemia, in gran parte grazie agli investimenti in tecnologia che permettono di adattare il calendario con le aste livestreamed contrastando gli effetti delle restrizioni.

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