industria 4.0

Cia: nella legge di bilancio la rottamazione dei trattori

Dalla Confederazione la richiesta di incentivare lo svecchiamento del parco da 1,5 milioni di macchine. Già in discussione l’estensione del superammortamento

di Alessio Romeo


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3' di lettura

Anche l’agricoltura potrebbe beneficiare degli incentivi previsti dalla legge di bilancio per l’innovazione, con l’estensione al settore delle misure già presenti per l’Industria 4.0. Dopo l’apertura dei giorni scorsi del ministro delle Sviluppo economico Stefano Patuanelli alla richiesta avanzata dalle associazioni di categoria – Confagricoltura, Cia e Copagri – un emendamento alla manovra in discussione al Senato punta infatti a estendere la platea dei beneficiari del super e iper ammortamento alle imprese che godono di un regime fiscale forfettario, cioè agli agricoltori, con il duplice obiettivo di sostenere l’innovazione del settore attraverso gli investimenti delle imprese e rilanciare il mercato interno delle macchine agricole.

Inoltre, allo studio della Cia c’è, tra gli altri, anche una proposta di emendamento per introdurre un ulteriore incentivo alla rottamazione, per svecchiare un parco macchine da 1,5 milioni di trattori con un’età media di 25 anni che si rinnova a un tasso di 20mila unità all’anno.

Il mercato interno è in costante declino mentre aumenta la vendita dell’usato, complici anche le difficoltà di accesso agli incentivi europei dei Piani regionali di sviluppo rurale. La proposta risponde anche al tema della sicurezza del lavoro agricolo e della continua evoluzione della normativa in materia.

Nel settore delle macchine agricole l’Italia vanta una leadership a livello mondiale con una produzione orientata prevalentemente all’export, nonostante una ripresa delle immatricolazioni nei primi mesi del 2019 che fa però seguito al crollo del 2018, quando il calo delle vendite ha sfiorato il 20 per cento.

L’accesso alle misure “Industria 4.0” da parte di tutte le imprese agricole (attualmente escluse all’85%) rappresenterebbe secondo la proposta «una misura di equità rispetto alle altre imprese produttive, ma anche un volano per la crescita economica delle aziende agricole e dell’indotto per la loro sostenibilità ambientale (agricoltura di precisione) e per la sicurezza dei lavoratori». Con un incremento stimato del 5% degli investimenti in impianti e macchinari per l’agricoltura in seguito all’introduzione del credito d’imposta (derivante da un super ammortamento al 130% e iper al 250%) si genererebbero maggiori ricavi per 250 milioni, di cui circa 100 sul mercato nazionale.

In Spagna, il governo ha annunciato nei giorni scorsi uno stanziamento di 16 milioni per l’innovazione e la digitalizzazione delle imprese. Germania e Francia, i principali mercati europei, hanno chiuso il 2018 con immatricolazioni in aumento rispettivamente del 21% e 47 per cento.

L’Italia, dopo il crollo delle vendite accusato nel 2018, nel primo semestre 2019 ha registrato una crescita delle immatricolazioni del 6% (a fronte di un aumento medio del 10% nell’Unione europea), ma per la fine dell’anno gli operatori si aspettano un nuovo rallentamento degli ordini.

A livello globale, nell’ultimo anno gli acquisti di macchine agricole sono cresciuti soprattutto in Brasile, Stati Uniti e India mentre hanno accusato un battuta d’arresto, tra crisi di mercato e politiche, in Cina e Turchia.

L’Italia è tra i principali produttori mondiali con un fatturato 2018 di 7,9 miliardi (che arriva a 11,4 se si aggiungono componentistica e giardinaggio) ma solo una piccola parte della produzione viene venduta sul territorio nazionale.

L’export vale 5,2 miliardi (+0,3% nel 2018 nonostante un calo del numero di trattrici vendute) con Francia, Usa e Germania come principali clienti.

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