CRISI POLITICA

Ciampi, Dini e Monti: i tre precedenti governi istituzionali

L’allora governatore della Banca d’Italia chiamato da Scalfaro nella fase drammatica di Tangentopoli. L’arrivo di Dini dopo la caduta del primo governo Berlusconi. Con la crisi dello spread arrivano i tecnici guidati da Monti

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Carlo Azeglio Ciampi, presidente del Consiglio dei ministri, in un’immagine del 1993 (Ansa)

2' di lettura

Sono stati tre i governi tecnici o istituzionali nella storia della Repubblica, vale a dire presieduti da personalità estranee ai partiti. E il quarto potrebbe essere quello di Mario Draghi, l’ex presidente della Bce chiamato al Quirinale dal Capo dello Stato dopo il suo appello alle forze politiche per un governo di alto profilo.

Ciampi e la chiamata di Scalfaro nel ’93

Il primo fu quello presieduto da Carlo Azeglio Ciampi sul finire dell’XIma legislatura, dopo che il precedente governo di Giuliano Amato era stato falcidiato dagli avvisi di garanzia. Il presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro affidò l’incarico al governatore della Banca d’Italia, Ciampi, che giurò il 28 aprile 1993: fu il primo governo della storia della Repubblica a essere guidato da un non parlamentare. L’esecutivo si dimise il 13 gennaio 1994, dopo l’approvazione della nuova legge elettorale maggioritaria, il Mattarellum. I ministeri furono guidati in parte da politici (per esempio Nicola Mancino, Nino Andreatta, Rosa Russo Iervolino, Valdo Spini, Fabio Fabbri) e da tecnici di altissimo profilo ai portafogli economici (Luigi Spaventa, Luigi Gallo, Piero Barucci). Si parlò per la prima volta di “governo del presidente”.

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Dini dopo la caduta del primo governo Berlusconi

Il secondo esecutivo tecnico fu quello guidato da Lamberto Dini, dopo la caduta del Berlusconi I. Anche in questo caso fu Scalfaro a incaricare quello che era stato il ministro del Tesoro del governo Berlusconi, oltre che Direttore generale di Bankitalia. Dini giurò il 17 gennaio 1995 assieme ad una squadra composta esclusivamente da tecnici, tenendo per sé il Tesoro. Dopo un anno, l’11 gennaio 1996 rassegnò le dimissioni. Attorno a quell’esperienza di governo nacque Rinnovamento Italiano, che alle elezioni, alleato con l'Ulivo, superò lo sbarramento del 4% ed entrò in Parlamento.

Dieci anni fa i tecnici guidati da Monti

Nel 2011, quando la crisi dello spread spinse alle dimissioni il governo Berlusconi IV, il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano incaricò Mario Monti, nominato alcuni giorni prima senatore a vita. L'ex commissario europeo giurò al Quirinale il 16 novembre 2011, portando co sé una squadra di soli tecnici. Anche in quel caso si parlò di “governo del presidente”. Monti si dimise il 21 dicembre, e anche lui diede vita a un partito, Scelta civica, formato da personalità della società civile, che alle elezioni prese l' 8,3% all'interno di un polo che si assestò al 10,56 per cento.

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