innovazione

Cibernetica e sensori per rendere «smart» gli edifici

di Filomena Greco

(Marka)

2' di lettura

Una tecnologia «di proprietà», coperta da un brevetto europeo in fase di riconoscimento in 150 paesi. Quattro collaboratori diventati 15 in un anno e l’ambizione di affermarsi come la start-up in grado di trasformare edifici con bollette energetiche sopra i 100mila euro in locali smart. Enerbrain è nata a Torino, start-up innovativa fondata da quattro soci, incubata al Politecnico e con sede in un’antica villa sulle colline. In agenda collaborazioni importanti con Fca e gruppi della Gdo, un progetto realizzato negli spazi commerciali del Lingotto di Torino e una sperimentazione su misura per il teatro Carignano.

Il sistema è composto da attuatori collegati alla rete tradizionale di riscaldamento e raffreddamento, in grado di raccogliere ed elaborare dati rilevati grazie ad una serie di sensori che misurano tre parametri: temperatura, umidità e CO2. «Con questo sistema si riesce a calibrare in maniera precisa e costante la produzione di calore o il livello di raffreddamento adattandoli, in tempo reale, alle condizioni ambientali e alla concentrazione di pubblico presente» spiega il ceo Giuseppe Giordano.

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Il risparmio stimato raggiunge il 30% sui consumi con un abbattimento di emissioni e costi a carico della struttura. la metà dei risparmi ottenuti si traduce in maggiori risporse disponibili per il cliente, l’altra metà va a remunerare l’investimento fatto sul campo da Enerbrain. Su questo si basa il business model sviluppato dalla società torinese: proporre un sistema a costo zero che tagli i costi delle forniture di elettricità e gas, senza interventi strutturali sugli impianti esistenti, che entri a regime e produca risultati economici un’ora dopo l’implementazione.

«Oggi guardiamo all’estero, Francia, Svizzera, Germania e poi gli Stati Uniti - elenca Filippo Ferraris, uno dei co-fondatori di Enerbrain insieme a Marco Martellacci, fisico e “padre” del progetto, Mauro Dulla e Maximiliano Mancin – e puntiamo a un fatturato a quota 3 milioni di euro quest’anno». Il vantaggio di mercato per Enerbrain? «Il fatto che i grandi operatori nel settore siano poco interessati ad operare per ottimizzare l’esistente. Agli impianti tradizionali manca la regolazione automatica e la capacità di leggere i dati ambientali in tempo reale. Con il nostro sistema, basato su cibernetica e sensori, questo intervento diventa possibile».

Gli ambienti ideali per implementare la tecnologia Enerbrain sono le aree commerciali e gli aeroporti. «Nel nostro modello di sviluppo – spiega Alessandra Mura direttore Sales and marketing – abbiamo definito in una prima fase gli spazi commerciali e gli aeroporti come target privilegiato, passeremo poi a cinema e teatri fino ad arrivare al residenziale».

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