Palermo/ristorazione

Cibo e cultura per Le Angeliche

di Nino Amadore

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1' di lettura

Si chiama Le Angeliche, in onore della bella Angelica dell’Orlando Furioso e del ristorante bistrò con annesso showroom di artigianato locale che si trova a Palermo nel cuore del mercato storico del Capo. Ma Angeliche sono le quattro donne (Veronica Schiera, Floriana Lo Bue, Chiara Napolitano e Barbara Sposito) che hanno lasciato le loro carriere e hanno deciso di avviare questa attività: tra loro c’è chi ha scelto di rimanere in Sicilia e chi, invece, ha deciso di tornarvi dal Nord. Attività avviata a gennaio dell’anno scorso finanziata con Resto al Sud di Invitalia e che fa capo a Rompicapo, una società a responsabilità limitata semplificata. Le Angeliche propongono cibi cucinati secondo la tradizione siciliana con selezionati ingredienti regionali e un lavoro di ricerca concentrato su specialità di cui pochi hanno memoria se non sconosciute ai più. Dallo sfincione delle suore di San Vito con i fegatini di pollo all’antica variante eoliana delle Reginelle, alla «sfrigghiulata» di Montevago, una sorta di cassatella quasi estinta. «Il ristorante - spiegano - è nato per portare a conoscenza del pubblico preparazioni antiche reperite presso le case, nei ricettari di famiglia, provenienti da diverse parti dell’isola con il coinvolgimento di piccoli produttori e aziende agroalimentari siciliani. Resto al Sud ci ha consentito di diventare imprenditrici nel nostro territorio e offrire nuovi spunti ai consumatori - sottolineano - con una ristorazione attenta al patrimonio da salvaguardare, al suo futuro, in termini di materie prime locali ma anche di saperi e beni culturali».

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