eventi al via

Cibo e industria al centro di Parma Capitale della cultura 2020

Partite nel fine settimana le celebrazioni: in mostra l’alimentazione fulcro di un futuro sostenibile e cultura d’impresa per il territorio

di Ilaria Vesentini


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Il palazzo del Govenatore in piazza Garibaldi. (Afp)

2' di lettura

Sono partite ufficialmente nel week-end le celebrazioni per valorizzare Parma nel suo ruolo di Capitale italiana della Cultura 2020. E non poteva mancare Barilla, leader mondiale della pasta, il piatto simbolo del tricolore nel mondo, al taglio del nastro inaugurale.

Fondazione Barilla ha infatti aperto la stagione di eventi acon una mostra multidisciplinare e interattiva dal titolo “Noi, il cibo, il nostro Pianeta: alimentiamo un futuro sostenibile”, per spingere una rivoluzione dei consumi orientata allo sviluppo sostenibile, che parta da ciò che mettiamo nel piatto.

Dall'11 gennaio e fino al 13 aprile gli spazi della Galleria San Ludovico e dei Portici del Grano ospiteranno un vero e proprio percorso esperienziale per far comprendere il forte legame che esiste tra la tutela della nostra salute e quella del pianeta, a cominciare da quello che si mangia. «Vuole essere il nostro contributo alla città di Parma per aiutare tutti a riflettere su quanto pesino educazione ambientale e alimentare nel raggiungimento dei 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile fissati nell'Agenda 2030 – afferma Anna Ruggerini, direttore operativo di Fondazione Barilla -. La produzione di cibo è l'attività dell'uomo che più contribuisce al cambiamento climatico (31%) e oggi consuma 1,7 volte le risorse naturali che la terra riesce a generare ogni anno. Nel 2050 ci saranno 10 miliardi di bocche da sfamare e l'attuale modello di consumo non è sostenibile. Oggi un terzo del cibo prodotto a livello globale non viene nemmeno mangiato, si perde o si spreca nel percorso dal campo alla tavola».

Messaggi che stanno emergendo con forza nella comunità globale grazie anche a movimenti come #FridaysForFuture e all'impegno di Greta Thunberg, che Fondazione Barilla ha riassunto in una mostra-laboratorio per grandi e piccini, realizzata anche grazie al contributo di National Geographic Italia, in una logica di edutainment, che si chiude con la scelta da parte del visitatore di un proprio menu ideale per il quale verrà rilasciato uno “scontrino” ambientale, in cui viene calcolato il costo in termini di emissione dei cibi preferiti.

«Abbiamo già esaurito tutti i laboratori didattici programmati, con oltre 300 classi da tutta Italia prenotate – precisa Ruggerini – e stiamo perciò organizzandone di nuovi per venire incontro al grande interesse raccolto e l'idea è rendere poi la mostra itinerante nel Paese».

Nel Complesso monumentale della Pilotta (Voltoni del Guazzatoio) fino a fine febbraio l'Upi-Unione parmense degli industriali, ha invece organizzato la mostra “I Ricostruttori”, sempre nell'ambito delle manifestazioni per Parma2020: un omaggio ai grandi capitani d'industria di Parma protagonisti, 70 anni fa, del miracolo economico, offrendo così al pubblico un motivo in più per visitare il Complesso monumentale della Pilotta, cuore storico, artistico e culturale della città.

Città che sotto al motto “La cultura batte il tempo” ha un programma oltre 150 diverse attività che coinvolgono enti locali, diocesi, imprese associazioni dalla bassa all'Appennino. Il Programma generale della Capitale della Cultura parte infatti dal Dossier di candidatura (con il contributo fondamentale dell'Associazione Parma io ci sto!) che aveva messo nero su bianco l'ambizione di fondere «patrimonio, culture e creatività internazionali, tra mostre, installazioni, produzioni, laboratori, aperture straordinarie, convegni, musica tra antichi luoghi e distretti contemporanei».

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